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Il Parco: «Non solo marmo sulle nostre Alpi Apuane»

Il Parco: «Non solo marmo sulle nostre Alpi Apuane»

SERAVEZZA. Il Parco delle Apuane non è solo cave. E chi lo amministra ha l’arduo compito di promuovere, e tutelare, quest’area paradisiaca cercando l’equilibrio migliore tra ambiente e lavoro. È...

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SERAVEZZA. Il Parco delle Apuane non è solo cave. E chi lo amministra ha l’arduo compito di promuovere, e tutelare, quest’area paradisiaca cercando l’equilibrio migliore tra ambiente e lavoro.

È questo in sostanza il messaggio che lancia il Consiglio direttivo del Parco con una lunga nota, precisando punto per punto i progetti svolti per la promozione negli appena 11 mesi dall’insediamento. «In questi giorni il Parco è stato sotto i riflettori dei media - si legge nella lettera - Ci sarebbe da pensare, visto che si tratta di un’area protetta, che ciò sia dovuto alla bellezza ed imponenza della catena montuosa che fa da sfondo naturale al litorale della più famosa spiaggia versiliese o alla rarità della sua flora endemica o alle numerose attività che l’Ente mette quotidianamente in atto per la tutela e valorizzazione della biodiversità e dei geositi; ma così non è. A far notizia, purtroppo, è sempre il lato “oscuro” di questo Parco toscano anomalo, che contiene al suo interno numerosi siti estrattivi ed in cui l’azione dell’uomo, da tempo memorabile, connota e caratterizza, nel bene e nel male, paesaggio, territorio e comunità che ivi risiedono». Quelle stesse cave che sì – sottolineano dal Parco – sono un’attività economica impattante, ma però ancora oggi danno il pane a numerose famiglie. E infatti viene citato lo statuto del Parco che fin dal ’97 contempla la tutela dell’ambiente in equilibrio rapporto tra l’attività economica e gli ecosistemi. «Questa è la “missione” quindi perseguita dall’attuale presidente Alberto Putamorsi e dalla sua squadra, nel solco tracciato dalla precedente a firma Nardini».

L’esempio emblematico che forse tutto ciò è possibile è «il Protocollo d’Intesa con la ditta di escavazione Migra srl di Minucciano, volto al recupero di siti di cava dismessi, che ha portato – spiegano dal consiglio del Parco - non solo al ripristino dello stato naturale dei luoghi ma che ha prodotto occupazione ed indirettamente un investimento sul territorio, seppur modesto, da parte del Parco, concretizzatosi nel recupero di un tracciato sentieristico». E poi è stata inaugurato un museo interattivo di scienze della terra l’“Apuangeolab” a Equi Terme, in Lunigiana. E ancora in Garfagnana a Careggine è nata l’azienda agricolo- naturalistica “Bosa”, atta alla conservazione delle antiche cultivar. «Che dire poi della “Festa dei Parchi” che, nel mese di maggio, ha dato vita – si legge nella lettera - ad escursioni, corsi di fotografia, tessitura, e cucina a Km zero, puntando per la promozione, sulla valorizzazione del prodotto tipico, del concetto di filiera corta e della cultura locale». Infine ci sono le attività estive con i ragazzi con i soggiorni organizzati nelle strutture certificate, il cooking-show a base di prodotti tipici svoltosi a “La Versiliana”, l’adesione alla Carta Europea del Turismo sostenibile, il protocollo appena firmato con l’Istituto alberghiero Marconi di Viareggio, oltre alle azioni per la tutela e valorizzazione dei geositi condotte in qualità di Geoparco.

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