La manifestazione
CINQUE SFILATE ORMAI SONO INDISPENSABILI
di ALESSANDRO SANTINI Negli ultimi anni si è rafforzata e concretizzata la consuetudine di veder finire il Carnevale di Viareggio la prima domenica di Quaresima. Una realtà oramai accettata dalla...
di ALESSANDRO SANTINI
Negli ultimi anni si è rafforzata e concretizzata la consuetudine di veder finire il Carnevale di Viareggio la prima domenica di Quaresima. Una realtà oramai accettata dalla città e sempre più utile ed indispensabile per la nostra più importante manifestazione. Utile perché la diretta nazionale della Rar, un'ora di vetrina televisiva in tutta Italia, per di più gratuita, fa gola per far sapere che la domenica dopo a Viareggio è ancora Carnevale. Indispensabile: perché le casse della Fondazione hanno troppo bisogno di liquidità e di buoni incassi, cosa che la quinta domenica ha sempre generosamente garantito. Sforare in Quaresima avviene oramai da anni e chi gestisce la Fondazione Carnevale sa perfettamente, e sono i numeri a parlare, che la nostra manifestazione oramai non può più prescindere dai cinque corsi, con in mezzo il martedì. Da sempre il Carnevale, volenti o nolenti, dipende dal meteo, ed una giornata di pioggia segna come una ferita le casse della Fondazione. Il Carnevale di Viareggio in 141 anni ha raggiunto un livello di manifestazione internazionale che non si può più permettere di fare dei passi in dietro. Sì, il mondo guarda a Viareggio come la manifestazione folcloristica a pagamento più importante d'Italia. Proprio per questo il numero dei nostri carri è da tempo fermo sulle quindici unità, i turisti e gli spettatori attendo un grande spettacolo che ha dei costi enormi e che comunque possono essere ben supportati dagli incassi di cinque corsi, da sommarsi al finanziamento pubblico che ogni anno diminuisce. Impossibile immaginare un Carnevale finanziato con meno di un milione e 400mila euro.
Immaginare poi di realizzare la manifestazione e finanziarla con solo quattro corsi, di cui l’ultimo il martedì grasso, significherebbe sopravvivere solo quell'anno e non poter realizzare l'edizione successiva. Purtroppo il Carnevale dipende troppo da questo delicatissimo bilancio e da questi incassi domenicali: inutile nasconderci poi che questa liquidità domenicale è l'unica entrata certa e concreta per pagare velocemente i carristi e i creditori. Tutti sanno della crisi economica in cui versa il Comune negli ultimi anni. Pensare quindi a ridurre il numero dei corsi, sapendo che il martedì grasso in genere non produce più di 85 mila euro, sarebbe un vero e proprio azzardo che non tenterei. Sforare in Quaresima è vero che non si dovrebbe fare, ma oramai Viareggio ha bisogno di questo ennesimo sforzo nonostante la Chiesa giustamente storca la bocca. Ne so qualcosa io che, dopo aver voluto ben 7 corsi terminati con la seconda domenica di Quaresima (2012) - ora lo posso raccontare - mi sono visto giustamente recapitare una lettera privata di rimprovero e richiamo amorevole dall’arciv. escovo di Lucca Italo Castellani. Dagli errori si migliora sempre, ma qui si tratta di reale necessità di sopravvivenza.
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