La manifestazione
Ma tra le fragoline e le bambole voodoo è solo pace e amore
Abbraccio collettivo tra i figuranti di Lombardi e dei Cinquini che minimizzano la guerra degli striscioni ipotizzata sul web
VIAREGGIO. «La guerra è roba da giornale, tra noi solo gioia e Carnevale». Lo striscione sulle maschere del carro di Carlo Lombardi e quelle della costruzione dei fratelli Umberto e Stefano Cinquini, alla fine, è stato srotolato per davvero. Ma tra i due gruppi mascherati non c’è stato nessuno sfottò.
Anzi: forse ispirati dal messaggio peace & love del carro che raffigura John Lennon, e forse anche spinti dall’articolo apparso sul nostro giornale che ipotizzava la “guerra degli striscioni”, i figuranti si sono abbracciati di fronte a un lenzuolo che scherzosamente minimizza l’accaduto. La guerra, ben appunto, è roba da giornale: tra fragoline e bamboline voodoo l’amicizia regna sovrana, al di là della comprensibile competizione tra i maghi della cartapesta. Che poi è il succo di ogni edizione che si rispetti.
La foto di gruppo di fronte al retro del carro di Lombardi, scattata davanti all’hotel Royal due ore prima dell’inizio del corso mascherato, segna così il lieto fine di una vicenda partita sotto l’insegna della rivalità, una rivalità comunque scherzosa come il Carnevale impone.
Tutto nasce sul gruppo segreto su Facebook dei figuranti del carro dei fratelli Cinquini: si sparge, infatti, la voce che i figuranti di “Voodoo” abbiano preparato degli striscioni da srotolare quando i due carri si incroceranno sui viali a mare durante il terzo corso mascherato. Striscioni che, in questo caso, prenderebbero di mira la costruzione dominata da John Lennon. Qualcuno lancia subito la proposta: presentarsi con la scritta “Balli sulla bambolina, ma sogni d’esser fragolina” da esibire alle maschere del carro di Lombardi. Non tutti, però, sono d’accordo.
Qualcuno invita all’indifferenza, altri preferiscono lasciar perdere cori e striscioni, altri ancora, cogliendo in pieno l’essenza del messaggio del carro dei Cinquini, suggeriscono «un’invasione di cuori come alla presentazione dei bozzetti: voi ci odiate e noi per dispetto vi s’ama tutti». E, alla fine, come dicevano i latini, amor omnia vincit. Nel senso che i figuranti - curiosità: i costruttori riferiscono di una famiglia con marito e moglie che ballano sul carro dei Cinquini e il figlio che è tra le maschere di Lombardi - mettono da parte gli sfottò e si abbracciano tutti assieme. E, come suggerisce una ragazza, «tutti mescolati: mica siamo due fazioni contrapposte».
Eh già. Evviva il Carnevale, evviva l’amore. Evviva pure gli sfottò, anche nei riguardi di noi giornalisti. Altrimenti, che Carnevale sarebbe?
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