Il Tirreno

Versilia

Il brano di Povia unisce anche le contrade rivali

di Gabriele Buffoni
Il brano di Povia unisce anche le contrade rivali

Il trofeo torna in casa del Leon d’oro dopo 15 anni. Dopo la proclamazione caroselli e festa in piazza a Querceta e non solo per i giallorossi

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QUERCETA. «Ri-Poviamoci». È stato questo il motto del Leon d'Oro nelle tre le serate del Festival del Miccio Canterino. E alla fine ce l'ha fatta: dopo 15 anni di astinenza dalla vittoria è la contrada giallorossa ad alzare la Lira e lo fa proprio con chi, un paio di anni fa, aveva fatto sperare tutta Marzocchino non andando però, tra tante polemiche e dissapori, oltre il terzo posto. Giuseppe Povia invece quest’anno ha fatto centro, conquistando non solo i contradaioli giallorossi e la giuria (che gli ha attribuito un punteggio stratosferico, 111 punti, e un netto distacco di ben 13,50 lunghezze dalla secondaa) ma anche tutto il pubblico deL palasport di Vittoria Apuana che, superando i campanilismi e i colori della propria contrada, ha cantato a squarciagola la canzone “Con la passione di un leone”. Festa grande quindi sul palco che viene subito sommerso dai simpatizzanti giallorossi che si passano il trofeo a lungo desiderato e, appena terminato lo spettacolo, danno il via al carosello trascinando con loro lo stesso Povia, osannato come un eroe nazionale.

«Tre anni fa mi hanno preso di mira - dichiara il 43enne cantautore milanese - e per colpa di alcuni pregiudizi sul mio conto ci siamo dovuti accontentare di un terzo posto amaro. Quest’anno finalmente la giuria ha saputo apprezzare e premiare la mia onestà intellettuale e la storia di questa canzone che è unica nel suo genere: siamo riusciti infatti a parlare di tutte e otto le contrade, ad esaltarne la storia nobile che è poi quello che del Palio è il nerbo fondante e la cosa più bella. Per questo brano - racconta Povia - mi sono ispirato all'idea di unità che secondo me è alla base del Palio e di questo Festival che da 57 anni non è solo una gara, ma una festa. Della mia canzone ha vinto questo concetto, che tutti hanno apprezzato evidentemente: ne è un esempio il fatto che dopo la serata di venerdì ci siamo ritrovati tutti in piazza a Querceta, io con la mia chitarra e intorno a me i contradaioli di tutte le contrade, a cantarla a squarciagola e a fare festa insieme. Ringrazio anzi in particolare i nostri "rivali" della Lucertola e della Cervia che hanno dimostrato grande affiatamento nonostante il campanilismo storico. Spero che questo messaggio passi, perché sarebbe un gran segnale visto che viviamo in una democrazia culturale per polli allevati. Io un contradaiolo? Ormai direi proprio di sì - dichiara con un sorriso - il Leon d'Oro mi rispecchia completamente, un carattere fiero, orgoglioso e a volte, quando serve, anche un po' stronzo».

Visibilmente emozionato anche il presidente della contrada giallorossa Giuseppe Menchini che racconta «Questa vittoria la dedico a mio nonno, che anni fa fondò questa magnifica contrada. È una soddisfazione veramente grande che ci siamo tolti, dopo 15 anni di digiuno, che va a premiare la nostra passione».

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