Giulia incorona la città «Più belli di Venezia»
L’emozione di Miss Italia: cresciuta a due passi da qui. E lo spettacolo è unico Bagno di folla anche per i campioni del rugby. Bergamasco: festa stupenda
VIAREGGIO. Miss Italia ha 20 anni da compiere e non è solo bella (ci mancherebbe). Ha anche le idee chiare, tanto da non preoccuparsi troppo della diplomazia: «Tra la partecipazione al Carnevale di Viareggio e quello di Venezia - dice - abbiamo scelto il primo. E mi sento di poter dire che è stata una scelta azzeccata: questo è uno spettacolo unico e emozionante. Che non ha eguali».
Ma Giulia Arena, siciliana cresciuta anche in Toscana - dove il padre si trovava per motivi di lavoro - non si ferma qui. E - a domanda - sciorina carri e maschere preferiti: dal Nettuno dei fratelli Bonetti, che le sta a cuore perché un po’ le ricorda il suo mare di Sicilia, al Voodoo di Carlo Lombardi. Su entrambi è salita, sfoderando sorrisi e coriandoli. Poi ammette una... passione per “don Matteo” Renzi - ormai un cult - che tradisce, forse, qualche simpatia anche per il fiorentino presidente del Consiglio.
L’unica scelta che a miss Italia non si può chiedere è quella tra Pisa e Livorno. Già, perché la ragazza è nata all’ombra delle Torre, ma ha vissuto anche nella città dei Quattro Mori. «Ero troppo piccola, non posso dire quale mi piacesse di più...», si schernisce. Mostrando di conoscere bene ciò di cui parla.
Conquista tutti, la bella Giulia. Mostrando, appunto, di non essere solo un sorriso da Miss. Al mattino, durante la conferenza stampa al Principe di Piemonte che precede il terzo corso, rivela di avere un tatuaggio sopra il cuore che omaggia Dante e l’Inferno. Mica male. Per lei bagno di folla, sguardi sognanti (ma rispettosi) dei maschietti. Che si sono esaltati anche per la presenza delle star del rugby nostrano.
«Una roba simile l’avevo già vista a Parigi, quando giocavo nello Stade Français. Ma i carri erano molto più piccoli. Questi sono immensi». Così Mauro Bergamasco, pilastro della nazionale azzurra per l’occasione piazzato sulla tribuna d’onore di piazza Mazzini. È venuto a Viareggio per presentare assieme ai colleghi Denis Dallan, Fabio Ongaro e Martin Castrogiovanni il progetto dei Titani, la squadra di rugby che sta nascendo in città. E dopo la presentazione ufficiale si rilassa con la sfilata sui viali a mare. Vede passare i carri del Carnevale, telefonino alla mano, pronto a scattare le foto. «Visto in televisione è sicuramente uno spettacolo, visto dal vivo ha tutto un altro effetto. Ma quante maschere ci sono davanti ai carri? Qua si mobilita tutta la città». Dopo qualche minuto Bergamasco si avventura nei primi giudizi. «Forse c’è troppa politica», dice. E indica nel Berlusconi highlander di Emilio Cinquini la satira che gli piace, “carnevalesca”. Perché, aggiunge, il Carnevale è la festa dei bambini. E proprio pensando ai più piccoli il flanker padovano tira fuori un’idea, tra il serio e il faceto: «Perché non presentiamo un progetto di carro anche noi Titani? Io lo farei sullo sport, inteso come insieme di valori formativi ed educativi. Un carro che avrebbe per protagonisti i bambini. Però mica è facile esprimere un concetto in un disegno». Non ci sono dubbi: le grandi costruzioni in cartapesta affascinano Bergamasco. Soprattutto quella di Roberto Vannucci che raffigura Freddie Mercury e il Nettuno dei fratelli Bonetti. «Ma non lo dico perché sono di parte», risponde Bergamasco riferendosi alla maglia da gioco dei Titani che raffigura proprio alcuni mascheroni del carro dei Bonetti.
@matteotuccini
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