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Versilia

Amore criminale

Rajmonda Zefi uccisa due volte

Rajmonda Zefi uccisa due volte

Sui RaiTre è stato ricostruito l’incubo della giovane madre

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MASSAROSA. «Mi ha colpito, così come è stato per tutti i colleghi che hanno lavorato al caso, la bellezza semplice di quella ragazza all’inizio delle vita, strappata da una violenza folle...Ed il modo con cui è stato occultato il corpo, che è un po’ come se fosse stata uccisa due volte...». Sono le parole intense che il maggiore Andrea Pasquali, alla guida della Compagnia dei carabinieri di Viareggio, ha dedicato a Rajmonda Zefi, la giovane madre uccisa dal marito, Antonio Quinci, negli ultimi giorni del 2010. Pasquali è stato tra le testimonianze mandate in onda dalla trasmissione “Amore criminale” in onda venerdì sera sui “RaiTre”.

Furono proprio i carabinieri di Viareggio a lavorare sul caso di quell’uomo che non cercava la madre dei suoi figli della quale si erano perse la tracce, ma la notte di Capodanno - emerge dalle testimonianze trasmesse in tv - andò a divertirsi proprio nel locale in cui la moglie sperava di aver trovato una nuova vita, dopo aver chiesto la separazione. Antonio Quinci uccise Rajmonda strozzandola e buttò il cadavere in un bosco. Le indagini, i rilievi effettuati dai militari del Ris, e gli interrogatori finirono per metterlo alle strette. Ma fino all’ultimo Quinci negò di avere avuto l’intenzione di uccidere Rajmonda. Tanto che il giudice del Tribunale di Lucca, nel condannare Quinci a 18 anni e 8 mesi per omicidio volontario e occultamento di cadavere (pena confermata in appello), non ha riconosciuto l’aggravante (richiesta del pm Sara Polino) della crudeltà. «Nella tragedia questa famiglia ha avuto un comportamento esemplare, ha dato una lezione di stile e grande umanità e compostezza», ha sottolineato in tv l’avvocato Riccardo Carloni che ha rappresentato gli Zefi in Tribunale.

Donatella Francesconi

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