Il Tirreno

Versilia

La guerra di confine tra i due bagni finisce in tribunale

di Matteo Tuccini
La guerra di confine tra i due bagni finisce in tribunale

Marco Polo contro Bertuccelli: ci ha invaso di 38 centimetri La Capitaneria di porto gli dà ragione, ma il Tar ribalta tutto

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VIAREGGIO. Finisce in tribunale la guerra di confine tra due stabilimenti balneari, in lite per una presunta invasione della concessione demaniale. Una vicenda comune a molti bagni della città, spesso in conflitto coi vicini per questioni di spazio (e non solo). Ma che, nel caso del contenzioso tra il Bertuccelli e il Marco Polo in Passeggiata, è arrivata fino al Tribunale amministrativo regionale, dopo un intervento della Capitaneria di porto per la ridefinizione dei confini. E la sentenza del Tar ha bocciato la decisione della Capitaneria. Dando ragione ai presunti invasori, cioè i titolari del Bertuccelli. Che secondo i giudici, appunto, non sono tali.

La vicenda ha origine nel 1995. I titolari del bagno Marco Polo (la famiglia Bertolani), chiedono l’intervento della Capitaneria perché rettifichi i confini con il Bertuccelli, sostenendo che quest’ultimo ha invaso la loro concessione di 38 centimetri. L’istanza si poggia su una perizia di parte che - a detta dei concessionari - ha certificato l’allargamento. A quel punto parte un lungo procedimento burocratico che, sulla base di un sopralluogo fatto dei tecnici dell’Ufficio erariale di Lucca, si conclude nel 1997 con un atto della stessa Capitaneria. Che dispone «il ripristino delle misure dei fronti strada e mare, così come stabilito nella scrittura privata a suo tempo sottoscritta dai titolari degli stabilimenti balneari in oggetto». Aspetto curioso è che quella scrittura privata è del 1961.

Il Bertuccelli della famiglia Cipriani-Gemignani, però, si oppone con un ricorso al Tar di Firenze. Prima di tutto, i concessionari contestano il fatto di non essere stato informati in maniera adeguata della verifica in corso, e quindi di non essersi potuti difendere come in qualsiasi procedimento civile o penale. La contestazione, poi, è sul provvedimento della Capitaneria sia nel metodo - in particolare si ritiene illegittima l’assenza di un responsabile del procedimento - che nel merito. «La scrittura privata del 1961 - si dice - non può essere ritenuta valida, perché mai rispettata da nessuna». Quindi quella richiesta di ripristino dei vecchi confini non può essere legittima.

I giudici del Tar accolgono il ricorso del Bertuccelli, bocciando l’intervento della Capitaneria. Secondo il tribunale amministrativo, infatti, «l’accoglimento dell’istanza di modifica dei confini tra gli stabilimenti balneari interessati non appare adeguatamente motivata, se si tiene conto, come rilevato da parte ricorrente, che non risulta a ciò idoneo il solo richiamo alla scrittura privata del 23 maggio 1961 intercorsa tra le parti. La suddetta scrittura privata si sostanzia di un foglio manoscritto con alcune sottoscrizioni private che non risulta essere stato in alcun modo formalmente recepito dall’Amministrazione competente, né verificato nella sua portata, al fine di farne il fondamento della decisione di regolamentazione dei confini qui contestata».

Di conseguenza, il Tar ha annullato il provvedimento della Capitaneria. Condannando la stessa e il bagno Marco Polo a pagare le spese di lite.

@matteotuccini

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