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Versilia

Bambino muore per un’emorragia: i genitori chiedono giustizia

Bambino muore per un’emorragia: i genitori chiedono giustizia

La procura chiede l’archiviazione per cinque medici, uno rischia il rinvio a giudizio

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VIAREGGIO Cosa provocò l’emorragia che uccise quel neonato all’ospedale Versilia nel 2011? Il piccolo poteva essere salvato? Qualcuno dei medici che si sono occupati del bambino colpito da malattia emolitica del neonato ha commesso errori non leggendo bene la situazione clinica che si era venuta a creare? A chiarirlo dovrà essere l’indagine - che vede coinvolti sei medici del Versilia - portata avanti dalla procura di Lucca (a occuparsene sono i pm Giuseppe Amodeo e Antonio Mariotti). Ieri davanti al gip Riccardo Nerucci si è tenuta un’importante udienza. La procura ha infatti chiesto l’archiviazione per cinque degli indagati.

I genitori del bambino - rappresentati dagli avvocati Maurizio Zerini e Silvia Manfredi - si sono opposti all’archiviazione chiedendo che si portino avanti le indagini per chiarire meglio le eventuali responsabilità.

Il gip per ora ha sospeso il suo giudizio, prendendosi tempo per studiare le carte.

Per un altro medico del Versilia è stata aperta un’altra indagine appena conclusa e in attesa di una decisione sull’eventuale rinvio a giudizio.

Il bambino era stato colpito da malattia emolitica del neonato: una condizione che si presenta quando il gruppo sanguigno del feto è incompatibile con quello della madre (scatenando una violenta reazione immunologica).

Per il piccolo fu necessario un intervento immediato e l’uso di un catetere venoso-ombelicale. Proprio l’inserimento del catetere, secondo la procura, avrebbe provocato l’emorragia lesionando un organo interno del neonato. Il piccolo sarebbe morto qualche giorno dopo a causa dell’emorragia che non è stata individuata in tempo.

Secondo i periti della procura e della difesa dei medici l’emorragia sarebbe stata resa quasi impossibile da individuare a causa della generale condizione del neonato: la reazione immunitaria mascherava i sintomi dell’emorragia. Per questo la procura ha chiesto l’archiviazione delle posizioni. Resta invece aperta quella del medico che ha applicato il catetere.

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