Italia
Strage, per Moretti niente rito abbreviato
Il difensore Armando D’Apote: «Non lo chiederò e non voglio neppure che il processo sia spostato altrove. Perché intendo vincere qui»
VIAREGGIO. «Non chiederò il rito abbreviato: non vedo l'ora di fare questo processo. E non sono preoccupato dell'accusa suppletiva...». È ancora protagonista in aula Armando D’Apote, avvocato difensore di Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie, a processo per il disastro ferroviario di Viareggio insieme agli amministratori delegato di Rfi e Trenitalia, oltre che a dirigenti e dipendenti delle imprese Fs logistica, Officina Jungenthal, Gatx e Cima riparazioni. Trentadue morti, i feriti ancora alle prese con le terribili conseguenze delle ustioni, i lutti, il dolore che non ha tregua. «Era bella la mia bimba, vero?»: è Daniela Rombi a parlare così, indicando la maglietta con il volto raggiante della figlia Emanuela, morta quasi due mesi dopo quella notte maledetta per le conseguenze delle ustioni. La domanda è rivolta a Gaetano Scalise, avvocato romano di peso, difensore di uno degli imputati di Rete ferroviaria italiana. Ed è tutto qui il senso della partita che si va a giocare nell’aula del Polo fieristico di Luca. Dove il processo riprenderà il 19 marzo. Con una certezza in più: l’avvocato D’Apote non chiederà il rito abbreviato per il proprio cliente, e neppure lo spostamento del processo: «Voglio vincere qui», si lascia scappare nell’ora di pausa, mentre il collegio presieduto da Gerardo Boragine è riunito in camera di consiglio.
Ieri il botta e risposta è stato tutto tra D’Apote e la Procura rappresentata dai pm Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino. Agli atti 17mila pagine per supportare l’integrazione dei capi di imputazione intorno alla quale aveva ruotato l’udienza di fine gennaio. Per la Procura diretta da Aldo Cicala, Mauro Moretti, a capo della holding Fs, per comportamenti ed atti riscontrabili risponde anche delle accuse mosse - nell’ambito del disastro di Viareggio - ad Rfi e Trenitalia.
«La holding non ha treni e non ha rotaie. E qui stiamo assistendo ad uno stravolgimento dell’accusa», dichiara in aula D’Apote. Pronta la risposta del pm Salvatore Giannino: «La holding non si occupa di treni e rotaie? Voglio solo leggere un pezzo dello statuto di Fs, là dove si scrive che la società ha per oggetto la realizzazione di reti per il trasporto ferroviario, il trasporto merci e persone, lo svolgimento attività strumentale connesse al trasporto Fs. E tutto ciò attraverso la società controllate principalmente». La Procura contesta ad Fs - conclude Giannino con un’immagine molto efficace - « il ruolo uno e trino di Moretti».
La difesa ha chiesto un rinvio ed il collegio presieduto dal giudice Gerardo Boragine (affiancato dai colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) l’ha concessa, fissando la nuova udienza per il 19 marzo. Il tempo necessario a mettere il naso tra le nuove carte, comprensive delle dichiarazioni rese alla Polfer (l’ispettore superiore Angelo Laurino che guida l’ufficio di polizia giudiziaria del Compartimento di Milano e che ha lavorato per tre anni alle indagini sul disastro ferroviario di Viareggio) da Diego Dalla Valle, Luca Cordero di Montezemolo, Giuseppe Sciarrone in rappresentanza del concorrente di Ferrovie “Ntv” che sulla rete di Rfi fa viaggiare i treni Italo.
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