Sicurezza
Si tratta sulle cave Le chiusure? Saranno decise caso per caso
Questa, al momento, l’ipotesi di lavoro emersa dal confronto tra i sindaci della Versilia e il presidente della Regione Rossi
SERAVEZZA. Notizie positive per le aziende del lapideo della Versilia. Sono quelle emerse ieri dall’incontro con il Presidente della Regione Enrico Rossi che ha voluto mettere in chiaro alcuni aspetti del discusso piano paesagg9isti (ancora da approvare in via definitiva) in base al quale andrebbero a chiudere le attività estrattive in zona parco.
Per prima cosa Rossi ha chiarito che il piano è ancora soltanto una proposta. Infatti, le ditte a cui sta per scadere la concessione o l’autorizzazione per le cave, o addirittura è scaduta, possono ancora chiedere il rinnovo sulla base delle normative vigenti. Cosa che riguarda, ad esempio, tre cave sul versante massese delle Apuane per le quali era stato lanciato l’sos dagli imprenditori di Cam e Cosmave. Questa delucidazione entrerà a far parte di una delibera esplicativa che sarà approvata dalla giunta regionale di lunedì: le norme restrittive del Piano paesaggistico non sono ancora applicabili. Un atto per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco che aveva destato serie preoccupazioni a diverse società del lapideo.
Intanto secondo i sindaci di Seravezza, Ettore Neri, Stazzema, Michele Silicani, e il Presidente dell’Unione dei Comuni, Maurizio Verona, presenti all’incontro, sembrano esserci i margini per rivedere i vincoli della bozza attuale.
«Ci siamo confrontati con estrema franchezza – ha detto Ettore Neri – e ci sono buone prospettive per un dialogo e un confronto considerando l’ottimo clima con cui si è svolto». Tutto infatti si giocherà a questo tavolo di discussione. E di conseguenza il Presidente della Comunità di Parco Michele Silicani ha rinviato l’assemblea prevista per martedì 4 marzo «a data da destinarsi – spiega Silicani - a quando ci sarà un quadro più preciso sulla situazione, visto gli sviluppi di questa fase importate di trattativa».
Ma che risultato si possono aspettare di portare a casa i sindaci? Il braccio di ferro tra Regione, in particolare l’assessore all’urbanistica Anna Marson (presente ieri all’incontro), e gli enti locali che non vogliono veder chiuse le attività di cava sui loro territori è appena iniziato. La svolta che potrebbe prendere la contrattazione, e che è quella che già avevano proposto diverse autorità locali, compreso il presidente del Parco Putamorsi, è quella di fare una differenziazione tra i vari siti estrattivi. Dunque sarà abbandonato il “taglio lineare”, come attualmente prevede la proposta del Piano paesaggistico che cancella tutte le cave nelle aree intercluse di Parco, sopra i 1200 metri, e quelle di cresta. «Si è aperto un confronto con i sindaci molto importate – ha detto Maurizio Verona, presidente dell’Unione dei Comuni e delegato alle attività estrattive di Stazzema - La Regione ci ha chiesto di fargli un’analisi zona per zona per capire rispetto al Piano quale sono le situazione più critiche, così da suggerire una nostra proposta per andare a limitare al massimo l’impatto delle nuove normative sulle aree intercluse». La trattativa con i sindaci proseguirà per un mese circa, sono questi i tempi che sembra aver dettato Enrico Rossi. Il prossimo round è previsto per l’inizio della settimana prossima.
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