Il Tirreno

Versilia

Macchina comunale, Servetti denuncia: ecco cosa cambiano

di Donatella Francesconi
Macchina comunale, Servetti denuncia: ecco cosa cambiano

L’ex assessore chiede spiegazioni sul documento circolato negli uffici in queste ore e smentito dal primo cittadino

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VIAREGGIO. «Eravamo riusciti ad operare una rivoluzione mai portata a termine negli ultimi anni che può funzionare alla sola condizione di mantenere fermi dati oggettivi e obiettivi e quindi fornire ai singoli settori un piano degli obiettivi». Laura Servetti, ex assessore al personale, autore della nuova organizzazione dei Comune in base alle indicazioni date dal sindaco Leonardo Betti fin dall’insediamento, difende il lavoro svolto e mette bene in chiaro: «Caro sindaco, quella che hai indicato come la traduzione della nostra macrostruttura non è in realtà la stessa. Quanto dico è documentalmente dimostrabile». A cominciare dal fatto - continua Servetti documento circolato in Municipio alla mano - che «tutta la progettazione indistintamente è stata ri-affidata al settore “Demanio e verde pubblico. In quella approvata il 25 ottobre scorso c'era scritto: “Progettazione e manutenzione del patrimonio pubblico non assegnato ad altri settori”. In questa leggo: “Progettazione e manutenzione del patrimonio pubblico/infrastrutture, valorizzazione e tutela dei beni comuni”. Il passo è: dalla progettazione e manutenzione decentrata (che ha ottenuto il plauso anche di parte della minoranza in consiglio comunale, all'atto dell'approvazione delle linee di indirizzo) si passa alla progettazione e manutenzione accentrata. Unica eccezione: la scuola...probabilmente una mera svista da parte di chi l'ha redatta».

Ma c’è di più nel raffronto che Servetti fa tra la macrostruttura in essere, approvata dalla Giunta, e lo schema dettagliato circolato in questi giorni negli uffici comunali: «L'ufficio “gare e contratti” è stato radicalmente svuotato di competenze, tolte le gare ed appalti (rientreranno dove? nella progettazione...): e, quindi, ecco di nuovo un ritorno al passato. Nella nostra c'era il chiaro riferimento alla gestione completa delle gare e appalti, sia come servizi che come lavori e forniture. Ed il servizio economato era residuale. Oggi si legge sotto il nome “ Servizio gare e contratti ed economato” la voce “acquisti-gestione assicurativa-rischi ente”. Quindi l'ex ufficio economato puro e crudo. E nulla più della rivoluzione copernicana in tema di bandi e gare». Per quanto riguarda, poi, lo Sportello attività produttive, «al Suap è stata lasciata solamente la gestione amministrativa dei mercati ed è stato svuotato delle competenze in tema di autorizzazione unica».

Insomma, «i punti errati o modificati (con l’approvazione del sindaco o meno) vanno proprio in favore - conclude Servetti - dei vecchi metodi o sistemi. Forse sistemi che solo tardivamente il sindaco ha scoperto di non poter modificare?».

Al primo cittadino che annuncia oggi di non voler modificare per i prossimi sei mesi la macrostruttura approvata (vedi a lato) l’ex assessore contesta: «Betti dice che la macrostruttura non si tocca e poi, contestualmente, afferma il contrario, ovvero che si modificherà solo in alcuni punti? E allora, la domanda sorge spontanea: sono mere illazioni quelle uscite sui giornali o con questa affermazione indirettamente si conferma la volontà di cambiare radicalmente (come ho dimostrato) la macrostruttura. Perché se così fosse, probabilmente, ha ragione chi ricorda che si dovrebbe tornare in consiglio comunale e non sarebbero, di conseguenza, illazioni ma assolute conferme quelle ricostruzioni che contesti riportate ad opera di consiglieri comunali e giornalisti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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