La manifestazione
Strage, dopo un mese di stop si torna in aula
Il processo riprende dall’integrazione dei capi di imputazione a carico di Mauro Moretti
VIAREGGIO. Si torna in aula, al Polo fieristico di Lucca, per il processo relativo al disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio. Dopo quasi un mese di stop, udienza dopo udienza dal 13 novembre scorso, il dibattimento (collegio formato dal presidente Gerardo Boragine e dai colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) si avvia ad entrare nel vivo. Anche se quella di oggi potrebbe essere ancora una giornata dedicata alle questioni procedurali sulle quali i difensori degli imputati (e tra questi ci sono i vertici di Ferrovie e delle sue aziende) si destreggiano con abilità da snowborder provetti fin dall’inizio .
Al centro dell’udienza sarà, inevitabilmente, Mauro Moretti, l’amministratore delegato del Gruppo Fs che solo all’ultimo tuffo non è diventato uno dei ministri del neonato Governo Renzi.
La Procura di Lucca, guidata da Aldo Cicala, che “schiera” in aula i sostituti procuratori Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino, ha integrato i capi di imputazione nell’ultima udienza e depositato agli atti una lunga serie di nuovi documenti. Che supportano e motivano la scelta dell’ampliamento dei capi di imputazione che “stringono” i panni addosso ad un Moretti vertice della holding ma anche mente e braccio di una lunga serie di attività diversificate che sulla carta sono a carico delle controllate ma delle quali, nella realtà, lo stesso Moretti tira i fili. E non solo per una questione di carattere e/o stile.
Così, tra i nuovi documenti, vi sono le dichiarazioni dei vertici di “Italo” (Montezemolo e Dalla Valle), ma anche un carteggio con l’Agenzia per la sicurezza ferroviaria, documenti acquisiti verso l’Autorità garante della concorrenza, firme di contratti ed intesa Stato-Regioni, e molti altri materiali.
Donatella Francesconi
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