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Il Comune non pagherà più il contributo minimo vitale

Il Comune non pagherà più il contributo minimo vitale

VIAREGGIO. «Non ci pagano più il contributo del “minimo vitale”...che succede?»: così la protesta arrivata in redazione. Per rispondere a chi attende da tempo l’assegno al quale è stato ammesso agli...

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VIAREGGIO. «Non ci pagano più il contributo del “minimo vitale”...che succede?»: così la protesta arrivata in redazione. Per rispondere a chi attende da tempo l’assegno al quale è stato ammesso agli uffici comunali, abbiamo cercato di approfondire le scelte che l’amministrazione Betti sta facendo sul fronte caldissimo del sociale. «Il minimo vitale non si paga più», dichiara decisa l’assessore al sociale Isaliana Lazzerini. Ricordando che l’amministrazione «si è orientata sui buoni-lavoro che saranno dati ad associazioni che poi impiegheranno le persone che ne hanno diritto. Insomma, basta assistenzialismo!».

In realtà, in questo momento, non ci sono i fondi nè per il minimo vitale (risorse interamente comunali) e neppure per la nuova soluzione. «Ho predisposto un bilancio per lo stretto necessario - spiega il dirigente Angelo Bertolucci - così da poter garantire tutti gli interventi che sono in corso e sono obbligatori per legge. L’ufficio di ragioneria ci consente solo questo tipo di spesa, almeno per il momento». Il che significa almeno fino a quando il sindaco, la Giunta ed i suoi uffici non avranno sul tavolo il risultato del lavoro certosino che sta facendo l’ispettore del ministero delle finanze. Solo allora si saprà se per il primo bilancio a firma Betti sarà o meno pollice verso.

Certo è che per quanto attiene al sociale, Bertolucci parla più che chiaro: «Ci sono storture che l’amministrazione intende correggere ed io con l’amministrazione. Attraverso un’operazione di scrematura, molto circoscritta». Operazione che metterà in luce i soliti “furbetti”? «Diciamo - prosegue il dirigente - che c’è un 10% di persone che potrebbe finire in coda ad altri che hanno più bisogno».

Intanto, però, sarebbe necessario almeno informare chi attende il contributo si sopravvivenza che su quello non potrà fare conto. Così come sarebbe opportuno spiegare da quali fondi siano stati stornati sulla Fondazione casa della Provincia i 25mila euro che il Comune si è impegnato a versare come propria quota per la sistemazione in abitazioni - opportunamente reperite - degli ex occupanti del Collegio Colombo? Quei 25mila euro che il Comune non ha ancora saldato alla Fondazione sono stati prelevati dai fondi per il minimo vitale?

A questa domanda, al momento, nessuno ha saputo rispondere. Anche se qualcuno, nei corridoi del Municipio, ammette che «è possibile...».

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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