La protesta
I sindaci convocati da Enrico Rossi
«Andremo a Firenze per ascoltarlo e per salvare la Versilia»
SERAVEZZA. I sindaci dei Comuni del Parco delle Alpi Apuane sono stati chiamati a raccolta dal Presidente Enrico Rossi. O almeno quelli coinvolti dal nuovo Piano paesaggistico della Regione Toscana che tante preoccupazioni sta sollevando sul versante massese e versiliese delle Apuane tra gli imprenditori e i lavoratori del settore lapideo.
L’incontro si terrà a porte chiuse a Firenze oggi alle 15. Sono stati invitati gli amministratori dei territori con bacini marmiferi: Stazzema, Minucciano, Vagli, Fivizzano, Carrara, Massa, Montignoso, Careggine, Molazzana e il presidente dell’Unione dei comuni della Versilia.
«Andremo in Regione per salvare la Versilia – ha commentato Ettore Neri, Sindaco di Seravezza - Ma in particolare è stato il Presidente Rossi a chiamarci quindi ascolteremo quello che deve dirci».
Ovviamente l’argomento è scottante. In ballo ci sono tantissimi posti di lavoro, per Neri intorno ai 5000 considerando l’indotto: una stima che conferma quella fornita, proprio ieri, dagli imprenditori di Cosmave e Cam.
Il Piano paesaggistico così com’è porterebbe alla chiusura dell’80% delle cave all’interno del Parco. Infatti, prevede la graduale chiusura delle cave nelle aree estrattive intercluse nell’area tutelata, quelle sopra i 1200 metri e quelle di cresta. Con inevitabili conseguenze per l’indotto lapideo, laboratori artistici compresi.
«Spero che il presidente Rossi ci faccia delle comunicazioni importanti – spiega Maurizio Verona, presidente dell’Unione dei Comuni - Intanto però siamo soddisfatti per il fatto che ci abbia convocato, probabilmente ha capito la situazione di disagio che si è creata. Speriamo che ci riferisca che ci sono margini di miglioramento rispetto ai vincoli proposti». Intanto sulla questione, aperta dallo stesso presidente del Parco Alberto Putamorsi, è intervenuta anche la Cgil Fillea, che si è detta seriamente preoccupata. Secondo il segretario provinciale Quadrelli in questo momento si dovrebbe pensare a creare posti di lavoro ma il Piano paesaggistico pare andare in direzione contraria. Così la Regione sembra voler recuperare su ciò che è stato chiesto a più riprese: la partecipazione a scelte che coinvolgono le realtà locali e peculiari. «Sono mesi e mesi che chiediamo un confronto serio e alla pari con la Regione e, invece, ci ritroviamo con il rischio di essere messi sotto tutela, commissariati sui nostri territori – aveva scritto qualche giorno fa il sindaco Neri - e di vedere irrimediabilmente danneggiate e sconfessate le nostre strategie di coesione sociale e di progresso».
Tiziano Baldi Galleni
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