Sicurezza
Finti poveri scovati incrociando le banche dati
Un software della Finanza permette di colpire duro Nel 2013 importi non pagati da 100 euro fino a 1.300
VIAREGGIO. Qualità nelle verifiche e nei controlli fiscali grazie allo sfruttamento dell’informatica e concretezza negli accertamenti attraverso lo strumento del sequestro e della confisca per equivalente in grado di portare all’Erario il gettito corrispondente all’evasione constatata e alle conseguenti sanzioni. È questo l’obiettivo che vuol conseguire il comando della Guardia di Finanza diretta dal colonnello Gabriele Failla. Cambia dunque il profilo reddituale. Non si aumenta il numero dei controlli - come accadeva negli anni passati - ma si cerca con le ispezioni e le indagini di scovare i più furbi, i falsi poveri (ne sono stati individuati 126 per quanto concerne i ticket sanitari, 7 per le prestazioni sociali agevolate), quelli che si fingono indigenti o giù di lì e poi girano con il Porsche o hanno lo yacht ormeggiato in Versilia e possiedono ville nei luoghi più esclusivi o all’estero. In aiuto alle fiamme gialle arriva l’informatica che si mette al servizio nella lotta alle frodi in danno della spesa pubblica. «Grazie alla predisposizione di un software specifico per l’incrocio delle banche dati siamo in grado di scoprire il 96% dei falsi poveri che non eludono i ticket sanitari (ma anche prestazioni sociali agevolate, pratiche per ottenere la casa popolare o sconti sulle tasse universitarie) fingendo di avere i requisiti per ottenere esenzioni. Gli importi medi non pagati passano da 100 euro degli anni precedenti ai 1300 euro del 2013».
Numeri da record nel 2013. 118 milioni di evasione accertata e 9 milioni di euro recuperati attraverso i sequestri per equivalente di beni mobili e immobili su un totale di 150 verifiche fiscali e 244 controlli specifici del settore Iva. Per quanto riguarda l’antimafia e l’antiriciclaggio sequestri e confische per 17 milioni e per la spesa pubblica.
Lotta all’evasione. Un quadro a tinte fosche. 118 milioni di euro di evasione contestata di cui 98 come imposte dirette evase e 20 come Iva non pagata. 55 gli evasoli totali o paratotali scoperti nei controlli, 19 i denunciati per i reati tributari, 40 i lavoratori scoperti al nero o con un contratto irregolare. Da ricordare l’operazione «Usura & Fattura» conclusasi a giugno con la verifica fiscale scaturita dall’indagine penale sull’imprenditore cinquantenne della Piana accusato dalla finanza, di un giro di prestiti a tassi d'usura ad un imprenditore veneto, attraverso la parvenza di operazioni commerciali solo apparentemente regolari. La verifica fiscale si è tradotta nella contestazione di 21,7 milioni di elementi di reddito, 8,7 milioni di violazioni all'Iva e 850mila euro di base imponibile ai fini Irap. Assieme a quella indagine ricordiamo quella dei «mutui facili» con parte lesa il Banco di Lucca e la denuncia di 7 persone, tra cui alti dirigenti dell’istituto, per truffa e l’inchiesta «Offshore» nel settore della nautica che ha portato a violazioni fiscali per 8 milioni.
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