Gioco
Patente a punti per i locali che vogliono aprire a Forte
Liberalizzati gli orari dei pubblici esercizi e dei negozi. Ma dentro e fuori dal centro bar e ristoranti avranno la licenza solo se dimostrano la qualità dell’offerta
FORTE DEI MARMI. Deregulation in arrivo per bar, ristoranti, negozi, locali. Aperture no stop, giorno, notte e festivi, per quelle attività che ovviamente vorranno approfittarne. Di contro però il Comune introduce una sorta di “patente a punti” per determinate attività, quelle di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande (più genericamente i pubblici esercizi): senza determinati requisiti di qualità sarà impossibile aprire in paese dove, per i prossimi tre anni, resterà in vigore anche il piano delle funzioni. Tradotto: niente fast food, negozi di kebab o friggitorie cinesi in centro storico.
Gli orari. Formalmente l’elimiminazione dei vincoli di orario è un adeguamento delle normative comunali alle direttive nazionali e regionali in materia di commercio. Di fatto il provvedimento si traduce nella trasformazione anche della capitale del turismo vip in Versilia in una moderna località turistica che “non va mai a dormire”. Così da offrire al magnate russo o indiano di passaggio una spaghettata alle 4 del mattino o un after hour di shopping grandi firme. L’unico limite agli orari? Problemi o esigenze legate all’ordine pubblico o alla pubblica sicurezza per le quali, ovviamente, il Comune potrà stabilire regole più stringenti. Chissà se i turisti “tradizionali”, che dismettono il completo e indossano gli zoccoli quando arrivano in vacanza al Forte, gradiranno la novità. Ma tant’è: il mondo cambia e in consiglio comunale a Forte martedì approderà la delibera che abolirà i vincoli di orario “per esercizio delle attività commerciali al dettaglio e di somministrazione di alimenti e bevande”.
La patente a punti. La deregulation, però, non cancella con un colpo di spugna tutte le norme sul commercio cittadino. Intanto, giusto per precisare, la cancellazione dei vincoli sugli orari non riguarda le attività degli stabilimenti balneari «che rispondono - precisa il sindaco, Umberto Buratti - ad un’altra normativa». Inoltre il Comune promette un giro di vite sulle nuove aperture di pubblici esercizi anche fuori dal centro storico (per il quale verrà confermata la validità del piano delle funzioni approvato nel 2009). In pratica un nuovo ristorante, un bar, una pizzeria anche al di fuori del centro dovrà dimostrare di avere i numeri, in senso proprio, per aprire: il Comune darà alle richieste per l’ottenimento della licenza un punteggio in base a determinati criteri. Senza i quali non sarà autorizzato l’avvio dell’attività. Un principio, questo, già in vigore nei precedenti regolamenti comunali che non verrà spazzato via dalla liberalizzazione. Tra i criteri ci sono la quantità di spazio assicurata ai clienti (1,5metri quadrati ogni posto a sedere), la presenza nei menu di prodotti che dovranno in una percentuale minima del 25% essere toscani, la conoscenza di almeno una lingua straniera da parte del personale, la garanzia di un minimo di 160 giorni di apertura durante la bassa stagione. Varranno, ai fini dle punteggio, anche altre dotazioni “strutturali” come locali adeguati alla normativa per portatori di handicap, la presenza di impianti di insonorizzazione o di condizionamento dell’aria, la disponibilità di parcheggi privati. «In pratica a fronte della liberalizzazione degli orari - spiega il sindaco - abbiamo mantenuto nel regolamento quei criteri per assicurare la qualità delle attività che si trovano sul territorio».
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