Sicurezza
Rifiuti: consorzio a rischio chiusura dopo la lite tra sindaci
Buratti, presidente di Cav, non esclude lo scioglimento se non si troverà un’intesa sulla ricicleria a Pioppogatto
VIAREGGIO. «Credo che sia necessario capire se vogliamo continuare o meno l'esperienza del Cav. In caso affermativo, quali siano gli obiettivi condivisi da raggiungere e quali strategie adottare nell'interesse esclusivo delle nostre comunità. Altrimenti è meglio dare la possibilità ai Comuni che vogliono uscire di lasciare il Consorzio».
Umberto Buratti, presidente del consorzio dei comuni Versiliesi che si occupa di rifiuti e nello specifico dei rapporti con Vera che ha in gestione l’impianto di selezione e compostaggio di Pioppogatto a Massarosa, interviene così sul litigio tra amministrazioni locali nato dal progetto di conversione delle attività attualmente in corso nell’impianto: una ricicleria - voluta da Viareggio e Camaiore ma sulla quale è contrario il sindaco di Massarosa Mungai - al posto delle attuali linee di produzione di combustibile da rifiuti.
«Nella riunione di mercoledì non è stato possibile portare avanti l'ordine del giorno perché Del Dotto (sindaco di Camaiore, ndr) ha abbandonato la riunione - spiega Buratti - ritenendo le dichiarazioni del sindaco Mungai inaccettabili circa la proposta di ricicleria avanzata dalla Società Vera. Le dichiarazioni di Del Dotto, secondo cui la maggioranza del Cav, (Viareggio e Camaiore) andrà avanti da sola, porteranno inevitabilmente ad uno scontro infinito, dal momento che non si vogliono ascoltare le ragioni dei singoli partecipanti. Mai accaduto in passato». Da qui la riflessione o il suggerimento: se non c’è unità d’intenti il consorzio può anche sciogliersi.
Sul tema interviene la stessa Vera, chiamata in causa da Mungai rispetto alla “tenuta” del contratto siglato con Cav nella prospettiva di investimenti, anche importanti, da parte della società. «Il contratto che regola i rapporti tra Cav e la scrivente - si legge in una nota inviata da Vera - sono stati definiti proprio dallo stesso Sindaco che allora ricopriva il ruolo di Presidente Cav e firmati dal suo Segretario Generale Luca Canessa».
«Per quanto riguarda l’intervento di variazione dell’autorizzazione che ancora oggi insiste sull’impianto, la società rimane ancor più stupita dalla scarsa considerazione che Mungai rivolge ad un aspetto grave della questione: la società era obbligata a presentare una “verifica di assoggettabilità alla Via” all’ente competente perché l’autorizzazione vigente prevede ancora la produzione e lo stoccaggio di Cdr. L’azienda si è trovata ad attendere per mesi una risoluzione del Cav in relazione all’ormai celebre “piano Favoino”. Non potendo aspettare oltre i limiti dell’umana comprensione ci siamo preoccupati di un rischio reale: non rimanere con un’autorizzazione a produrre Cdr e iniziare una riconversione dell’impianto di Pioppogatto, che tanto farà bene alle tasche e alle condizioni ambientali di tutta la Versilia».
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