Sicurezza
Esposto su cinque milioni di decreti ingiuntivi
Il Pdl si rivolge alla procura e alla Corte dei Conti perché sia fatta chiarezza sui decreti ingiuntivi recapitati negli ultimi mesi all’amministrazione comunale
PIETRASANTA. Fare chiarezza sui decreti ingiuntivi arrivati, negli ultimi mesi, a palazzo comunale. A chiederlo, in un esposto, inviato a Procura della Repubblica e Procura della Corte dei Conti oltre che allo stesso sindaco Domenico Lombardi, è il gruppo consiliare del Pdl che mette nel mirino poco meno di 5 milioni di euro oggetto di contenziosi a vario titolo.
«L'Arpat, dopo innumerevoli solleciti di pagamento, ha ottenuto di recente dal giudice il riconoscimento di un decreto ingiuntivo nei confronti del Comune. Decreto poi diventato esecutivo visto che l'amministrazione Lombardi non ha fatto opposizione. Perché la somma richiesta nel decreto a firma di Arpat non è stata iscritta in bilancio? Fra l'altro il dirigente della ragioneria comunale ha scritto, al riguardo, che non ci sono i fondi necessari per provvedere a questo pagamento e che in ogni caso il Patto di stabilità non lo consente. C’è poi il caso della società Vera, creditrice nei confronti del comune di Pietrasanta di circa 700mila euro. Somma, inserita in bilancio, eppure nessuno a palazzo, ha pensato di liquidare il dovuto nei tempi previsti. Da qui il decreto ingiuntivo conseguente a cui il Comune non si è opposto. Risultato: l'amministrazione Lombardi si è ritrovata a dover pagare non solo i 700mila euro, ma anche gli interessi e le spese legali. Chi risponde di questa decisione, tecnica o politica che sia» chiede Alberto Giovannetti a nome del Pdl che entra poi nel dettaglio di altre situazioni: la prima riguardante una fattura di Ersu, di 400 mila euro «arrivata a in municipio nel 2010 e contestata solo un anno dopo» e la seconda relativa al lodo arbitrale Tev a margine dei lavori realizzati all'inceneritore del Pollino. «In questo caso la richiesta a carico di Pietrasanta, sarebbe di circa 2 milioni di euro, importo che però, non sappiamo per quale motivo, non è stato inserito in bilancio».
La chiosa, su cui è chiamata in causa la Procura, riguarda invece i patti d'obbligo relativi alla variante agricola: la determina di accertamento a carico dei privati che non avrebbero rispettato gli accordi edilizi presi a suo tempo con gli uffici comunali, è di un milione e 470 mila euro. «Somma - sottolineano dal Pdl - questa si iscritta in bilancio tanto da rivelarsi decisiva nel rispetto del Patto di stabilità Eppure questi accertamenti - in sostanza vere e proprie sanzioni a carico degli stessi privati, ndr - non sono mai stati riscossi dal palazzo e nessuna azione di recupero del denaro mai è stata avviata sempre da chi amministra. Si pensava già' fin dal primo momento che non fossero esigibili? Chi di dovere, indaghi».
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