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Un porto tutto da rivedere: a cominciare dai confini

Un porto tutto da rivedere: a cominciare dai confini

VIAREGGIO. Comitato portuale denso di argomenti, ieri mattina. Tra i punti toccati, quello della revisione del Piano regolatore portuale. Che ha visto la firma di un protocollo d’intesa tra tutti gli...

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VIAREGGIO. Comitato portuale denso di argomenti, ieri mattina. Tra i punti toccati, quello della revisione del Piano regolatore portuale. Che ha visto la firma di un protocollo d’intesa tra tutti gli Ente che partecipano al Comitato. Protocollo che non è ancora stato reso pubblico, ma che ha come obiettivo principale - spiega il segretario dell’Autorità portuale, Fabrizio Morelli - quello di «mettere a punto una revisione delle norme tecniche attuazione». Una rivisitazione che abbia come filo conduttore «la programmazione regionale» che ha al proprio centro - sottolinea Morelli - «lo sviluppo della grande nautica». Un’indicazione precisa, quella che arriva da Firenze, e che significa principalmente la ridefinizione degli spazi in porto. Spazi comprensivi - continua Morelli - «delle aree che possono essere classificate come non più funzionali al porto».

Come mai la Darsena viareggina (compresa tra diga foranea e Molo a definirne i confini portuali) che lancia continui messaggi di mancanza di “ossigeno” dal punto di vista dell’urbanistica dovrebbe privarsi di pezzi non è chiaro. Ma per fare un esempio di cosa possa uscire dal controllo del demanio portuale, Morelli cita «la spiaggia a ridosso della diga foranea che può essere considerata non più funzionale al porto». Con l’occasione Fabrizio Morelli conferma l’obiettivo che si è posto per il prossimo 10 aprile: presentare il progetto per la ricostituzione del sabbiodotto. Per un porto - sottolinea il segretario dell’Authority - che deve vedersela anno per anno con un«flusso di sabbia in eccesso da centomila metri cubi di sabbia».

Intanto, ieri è arrivata in banchina la draga “Bonita” che affiancherà l’ “Ortensia” nel lavoro di escavo avviato, mediante somma urgenza, ormai da dicembre. L’idea dell’Autorità portuale sembra quella di far lavorare tutte insieme le tre draghe a disposizione.

Insomma, oltre a “Bonita” e “Ortensia” pare destinata a tornare al lavoro anche la “Giuseppe Cucco” che ha lavorato nell’appalto da 200mila euro assegnato nel dicembre scorso per poi restare ormeggiata alla banchina “Sandorino”. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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