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Il grido di Neri: fermate il piano anti-cave

Il grido di Neri: fermate il piano anti-cave

Dal sindaco di Seravezza appello alla Regione a rivedere insieme il nuovo piano paesaggistico

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SERAVEZZA. «Chi si illude, in questa maniera, di fare “giustizia sociale” di recare danno e dispetto a imprenditori voraci sbaglia (forse sapendo di sbagliare):in queste condizioni chi ha soldi, chi ha potere economico semplicemente porterà le proprie attività altrove, aprirà nuove cave lontano da qui, fuori d’Italia. Qui, da noi, in Italia, in Versilia, sulle Apuane molto più tragicamente e banalmente resteranno i senza lavoro e senza stipendio, rimarranno gli operai, gli artigiani, i commercianti, i protagonisti dell’indotto». A prendere posizione contro la Regione stavolta è il primo cittadino di Seravezza, Ettore Neri. La critica spazia su più fronti in merito alla proposta del nuovo Piano Paesaggistico che sta facendo vacillare il mondo del marmo, e in particolare le cave all’interno del Parco delle Apuane.

«Come se questo non bastasse – attacca il sindaco che si dice seriamente preoccupato – ci ritroviamo beffati e ingannati: quelli dentro il Parco con il giogo al collo e quelli fuori a mani libere». Ma mette subito le mani avanti anche con agli ambientalisti. Invece «chi si illude di chiudere gli amministratori locali versiliesi all’angolo di coloro che sono contrari a “Salvare le Apuane” si sbaglia: noi siamo quelli che vogliamo “Salvare gli Apuani e i Versiliesi”. Le nostre posizioni al riguardo sono chiare, nette e fissate da tempo in documenti e atti ufficiali».

La linea di indirizzo del documento approvato dalla Giunta regionale, per Neri, è “condivisibile” perché ricerca un equilibrio tra i sistemi idrogeomorfologici, con la compatibilità ambientale, idrogeologica e paesaggistica delle attività estrattive. Ma di diverso parere è sul vincolo che riguarda le aree estrattive intercluse nell’area Parco per le quali è prevista graduale chiusura. E definisce questa una «prospettiva, rappresentata in modo così superficiale, indefinito e impalpabile, collocata, oltretutto, in un periodo di crisi socioeconomica estremamente grave come quella che da anni stiamo attraversando».

Neri continua criticando la soluzione alternativa, ipotizzata dall’assessore all’urbanistica Anna Marson nel Piano, per recuperare i posti di lavori attraverso «il fantomatico Progetto integrato di sviluppo che dovrebbe essere accompagnato da qualche centinaio di milioni di investimenti».

La prospettiva di Neri per la Versilia è opposta agli estremismi ideologici e ai totalitarismi ambientalisti che vorrebbero proporre «il miraggio bucolico di una Versilia di contadini - prosegue il sindaco - e camerieri e alla spregiudicatezza di imprenditori che mirano al loro esclusivo profitto in barba agli interessi delle comunità e ai valori dei beni comuni».

Le valutazioni del primo cittadino si spostano anche sul metodo attuato dalla Regione: queste «non possono essere scelte che si fanno nel chiuso di una eburnea torre ad opera di ristretti “circoli dei sapienti, dobbiamo evitare che la pianificazione sia settoriale e dobbiamo pretendere che la pianificazione regionale sia integrata con quella degli enti locali e con tutte le funzioni complesse e i bisogni dei territori».

E infine un appello a Rossi. «Chiediamo con forza, alla Regione, al presidente al quale confermiamo stima e vicinanza, che si apra una fase di confronto serrato con noi amministratori, le componenti sociali, le imprese, i sindacati dei lavoratori».

Tiziano Baldi Galleni

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