Sicurezza
In seconda categoria è un trionfo della satira politica
Renzi, Letta, Napolitano ma soprattutto Berlusconi: i leader bersagliati dai maghi della cartapesta
VIAREGGIO. Se in prima categoria la satira è la grande assente, più o meno ingiustificata, tra i carri piccoli lo sberleffo dei potenti di turno - ma anche di quelli apparentemente usciti di scena dall’agone politico - la fa da padrone indiscusso. E le costruzioni, globalmente, risultano piacevoli.
Scherzo di Carnevale? di Jacopo Allegrucci. Il campione in carica si candida seriamente a bissare il successo di un anno fa con un’altra divertente costruzione che si fa beffe di chi ci governa: quello del teatrino della politica è un concetto ampiamente diffuso, oltre che di facile lettura, e Allegrucci riesce a concretizzarlo in un carro che brilla per l’immediatezza del messaggio. E che, con qualche ritocco dell’ultim’ora, è riuscito anche ad attualizzare malgrado la rovinosa caduta di Letta e l’ascesa a Palazzo Chigi di Renzi. Divertenti gli spettacoli che si alternano dentro il palcoscenico sulla parte anteriore, impressionante il numero di movimenti del diavolo (occhi, bocca, mani, maschere e persino la gorgiera). Contagiosa, poi, l'allegria dei figuranti vestiti da giullari.
Ultima spiaggia di Edoardo Ceragioli. Piazzatosi al secondo posto lo scorso anno per il suo debutto da carrista, Ceragioli tenta l’assalto alla vittoria con una costruzione molto gradevole nel complesso e che, come nel caso di Allegrucci, fa perno su un’espressione linguistica di uso comune. Riuscita, anche se dalle sembianze troppo fumettistiche, la figura del Caronte, deliziosamente retrò la scelta dei costumi dei figuranti - bagnanti e bagnini di inizio Novecento - e la modellatura dei mascheroni laterali.
L’ultimo immortale di Emilio Cinquini. Non che sia una novità, ma è forse lui il carrista di seconda categoria che più di tutti ha saputo azzeccare il tema della costruzione: Silvio Berlusconi è ancora presente nello scenario politico italiano e l’idea di esprimere il concetto con l’immagine dell’highlander è vincente. Bella la scenografia con il castello con tanto di ritratto di Bettino Craxi, festosa come sempre la “ciurma” dei figuranti, simpatica l’aggiunta di Renzi in versione diavoletto.
Ride bene chi ride ultimo di Gionata Francesconi. Raffigurare Silvio Berlusconi con i baffi di Hitler o il fez di Mussolini è sempre un messaggio forte e Gionata Francesconi - un piacere rivederlo comunque in gara -non si è mai sottratto a fare della satira davvero graffiante. Quest’anno si lancia a piene mani in questo linguaggio con una intensità ed una virulenza che ha fatto discutere non poco.
Persi tra le nuvole di Luciano Tomei. Il carrista va controcorrente e decide di fare satira sui politici scomparsi dalle cronache e dalle trasmissioni televisivi e immaginati, per l’appunto, persi tra le nuvole. Il carro è tutt’altro che contenuto nelle dimensioni e le caricature, come nella miglior tradizione di Tomei, sono perfettamente modellate. Peccato per quelle nuvole-bolle, tipiche dei carri di una volta e ormai andate in soffitta come soluzione artistica al Carnevale, che fanno da contraltare.
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