Sicurezza
E il Parco si spacca «Putamorsi sbaglia»
STAZZEMA. A schierarsi con le posizioni della Regione e dell’assessore Marson, che vuole limitare fortemente le attività estrattive all’interno del Parco Apuane, è il Club Alpino italiano. E ad...
STAZZEMA. A schierarsi con le posizioni della Regione e dell’assessore Marson, che vuole limitare fortemente le attività estrattive all’interno del Parco Apuane, è il Club Alpino italiano. E ad avallare questa posizione c’è anche un consigliere dello stesso Parco, Riccarda Bezzi, che non è d’accordo con quando dichiarato dal Presidente Alberto Putamorsi. «Il Club Alpino Italiano plaude la Regione Toscana per la proposta di una “politica di progressiva riduzione delle attività estrattive a favore di funzioni coerenti con i valori e le potenzialità del sistema territoriale apuano” così come previsto - si legge nella nota del Cai - dalla Disciplina del piano, attraverso l’impegno alla realizzazione di un Progetto integrato di sviluppo alternativo alla cultura della escavazione lapidea». E questa posizione è anche quella di Riccarda Bezzi, uno dei due consiglieri nominati a rappresentare le associazioni ambientaliste (nel caso specifico, il Cai, Legambiente, e gli Speleo toscana) all’interno del consiglio direttivo del Parco. La sua contrarietà era già emersa con il voto contrario alla delibera che conteneva le linee guida per lo stralcio del nuovo Piano delle attività estrattive. «Già in quella occasione feci presente – spiega Riccarda Bezzi - che sarebbe stata prossima l’emanazione del Piano paesaggistico che è sovraordinato rispetto al Piano delle aree estrattive. Anche oggi non sono d’accordo con quanto detto dal presidente Putamorsi». «Per il presidente del Parco Putamorsi - prosegue il Cai -si tratta di “principi astratti”; per il Club Alpino Italiano il Piano paesaggistico interviene finalmente, dopo anni, su una situazione non più sostenibile: quella di un Parco regionale che ha fatto della attività estrattiva il proprio cavallo di battaglia». Il Cai boccia anche l’alternativa escavazione in galleria, come il Parco sta proponendo, «quasi a significare occhio non vede, cuore non duole. Il presidente Putamorsi afferma di voler chiudere alcune cave, come ad esempio la Paduello Biagi, ma ad oggi - conclude la lettera - le azioni concrete dell’Ente sono in direzione contraria: possibilità di ampliare il numero di zone contigue di cava; firma di protocolli per acconsentire la prosecuzione e la riapertura di attività estrattiva».
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