Attenzione
Stop alle bande musicali per velocizzare il corso
Pasquinucci traccia un bilancio della prima due giorni della manifestazione «Ai complessi dovremo ritagliare uno spazio diverso da quello che hanno ora»
VIAREGGIO. Ha dormito bene, in questi giorni, Stefano Pasquinucci. Sia sabato sera, alla vigilia del suo primo corso da presidente della Fondazione. Sia domenica, quando si è coricato dopo una giornata massacrante ma felice. «Se c'è stato un periodo in cui ho dormito poco e male – confessa oggi a mesi di distanza – è semmai quando il sindaco mi ha dato l'incarico. Mi svegliavo alle 4 del mattino e non riuscivo più a prendere sonno...» Pasquinucci ha da poco sfogliato i giornali. Quelli locali, che parlano del successo di pubblico e d'incasso della prima sfilata. E quelli nazionali, dove gli articoli di politica sono spesso corredati da foto di Renzi in versione cartapesta. «Non posso certo lamentarmi», commenta quasi sottovoce.
Allora, presidente. Una due giorni partita col piede giusto. Iniziamo dalla cerimonia d'apertura. Tanta gente, momenti di grande emozione, ma anche qualcosa da rivedere...
«Fra le cose che più mi sono piaciute voglio sottolineare la professionalità delle persone hanno lavorato a questo progetto. Parlo ad esempio di chi ha curato audio e luci, di chi ha allestito la scenografia, di chi è salito sul palco, di tutta la macchina che ha lavorato dietro le quinte. Tutto è filato via liscio. A cominciare dalla scaletta dei tempi, che abbiamo rispettato quasi al secondo. Sono contento poi perché abbiamo riportato al centro della manifestazione di apertura la cerimonia dell'alzabandiera, affidando il compito a Marco Piagentini, una persona speciale che per Viareggio è molto più di un simbolo».
Nel cerimoniale non sono stati inseriti interventi del sindaco o del presidente della Fondazione. Una nuova linea?
«Direi una conseguenza del vedere la manifestazione in un certo modo. Il Carnevale deve raccontarsi attraverso i suoi valori più autentici. Se non fosse troppo grillino, direi che nel mio ruolo di presidente della Fondazione mi sento un po' come un portavoce dei viareggini».
Tornando ai contenuti dell'apertura, a molti non è piaciuta la scelta di aver cancellato il corteo che sfilava per le vie della città.
«Indubbiamente occorre coinvolgere più e meglio la città. Intanto vorrei che tutta la piazza Mazzini diventasse un luogo di spettacolo, senza limitare l'esibizione soltanto al palco. Quanto al coinvolgimento della città, in realtà sabato le bande hanno sfilato per le vie del mercato proprio per far entrare le persone nel clima di festa. Piuttosto mi piacerebbe recuperare la sfilata delle maschere che un tempo si svolgeva in via Mazzini, dalla stazione fino alla Passeggiata. Una grande parata che potrebbe tenersi il sabato dell'apertura».
Capitolo fuochi. Era stato annunciato uno spettacolo piromusicale che poi non c'è stato...
«C'è stato un cambiamento di programma. Non eravamo pronti con la colonna sonora e così abbiamo scelto di anticipare lo spettacolo più tradizionale che era previsto per la chiusura del Carnevale. Ovviamente i fuochi musicali li recupereremo per l'ultimo corso».
Passiamo al corso inaugurale. Il primo dato che salta all'occhio è l'incasso. Un segnale importante.
«In un contesto di crisi come quello in cui viviamo, l'aver fatto registrare un segno più nella casella degli incassi è importante. E non solo da un punto di vista della solidità economica della manifestazione. Vuol dire che il Carnevale di Viareggio ha un potente appeal e ancor più grandi potenzialità che devono essere ancora totalmente sfruttate. Stamani (ieri, ndr) ho sfogliato molti giornali e guardato i siti internet dei principali mezzi di comunicazione. Tantissimi utilizzavano le foto del Carnevale di Viareggio per corredare gli articoli di attualità legati alla politica».
Parliamo delle costruzioni in concorso, mediamente di buona qualità. Non pensa che qualche giovane talento che sta crescendo nelle categorie inferiori si trovi con la strada sbarrata per le scellerata decisione di non reintrodurre il meccanismo dell'avanzamento e della retrocessione?
«Se io ho un nuovo Messi fra i miei giocatori, anche se è giovane, non lo faccio giocare nella squadra primavera del Barcellona. La stessa cosa deve valere anche all'interno del Carnevale di Viareggio. Se ci sono dei giovani di talento – e ce ne sono – non possono restare a vita a fare i carri piccoli o le mascherate in gruppo. Quest'anno ci siamo insediati tardi e non abbiamo potuto fare ciò che avremmo voluto. Non appena conclusa l'edizione in corso torneremo a riunirci con i carristi. E spero che siano loro stessi a capire che una maggiore mobilità interna non può che far bene al Carnevale. Di certo un meccanismo che permetta avanzamenti e retrocessioni deve essere reinserito».
Il corso lento. Un tormentone, ma anche una triste realtà che si ripete ogni anno.
«Non c'è dubbio che la sfilata debba essere più veloce. O, meglio ancora, più fluida. Con le coreografie a piedi dei carri che si stanno ritagliando un ruolo sempre più importante nello spettacolo del corso, è in parte inevitabile. Però servono dei correttivi. E così, insieme al direttore del corso, l’ingegner Polvani, stiamo studiando dei correttivi. Uno di questi riguarda le bande musicali. A cui dobbiamo ritagliare un nuovo spazio. Per esempio facendole esibire prima del corso, oppure facendole sfilare al mattino lungo le strade principali della città quasi a richiamare il pubblico per portarlo sui viali a mare».
Altro problema da affrontare. Il volume troppo alto della musica dei carri...
«Durante il primo corso, un tecnico ha effettuato delle rilevazioni acustiche proprio per capire i termini di questo problema. Ho già invitato in passato i costruttori e i responsabili dei vari gruppi mascherati a tenersi entro limiti acustici accettabili e, per altro, stabiliti dalla legge. Chi sgarrerà ne pagherà le conseguenze. Su questo saremo inflessibili».
Un’ultima questione: gli ospiti. Al primo corso sono mancati . Una scelta?
«Gli ospiti d’onore al Carnevale sono graditi, ma non devono essere un assillo. Ci stiamo muovendo per portare qualche nome importante. Ad esempio vorremmo invitare Enrico Letta, che è spesso a Pisa e che sicuramente farebbe notizia. Ma i veri protagonisti della manifestazione sono altri. In primis i carri».
@ClaVecoli
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