Attenzione
Ma aspettare tre ore per un giro completo è davvero troppo
VIAREGGIO. Il dato più positivo che tutti attendevano dal primo corso mascherato, inutile negarlo, era soprattutto quello legato agli incassi. Già dalle prime ore del mattino, però, c’era più di un...
VIAREGGIO. Il dato più positivo che tutti attendevano dal primo corso mascherato, inutile negarlo, era soprattutto quello legato agli incassi. Già dalle prime ore del mattino, però, c’era più di un buon motivo per sperare in un debutto felice per Burlamacco: le nubi che si diradano sui viali a mare - sarà mica stato merito delle note di “Here comes the sun” sul carro di John Lennon? - i guasti ai carri ridotti davvero all’essenziale, il vento che limita in parte i movimenti di alcune costruzioni senza però inficiarne in modo significativo lo spettacolo.
Gli anni in cui venivano chiamati in fretta e furia gli impiegati del verde pubblico per potare i rami degli alberi sul Viale Einaudi sono un lontanissimo ricordo: il transito dei carri dalla Cittadella ai viali a mare è avvenuto senza grandi preoccupazioni. Un albero proprio su Viale Einaudi ha costretto Lombardi a rialzare leggermente il braccio sinistro della sua bambola voodoo, che altrimenti avrebbe strusciato contro il ramo, ma è stato l’unico intoppo degno di nota. Nota di merito per la nuova Fondazione Carnevale anche per il posizionamento delle tribune in piazza Mazzini, indietreggiati di qualche metro rispetto al passato: gli spettatori che hanno scelto il posto a sedere godevano comunque di un’ottima visuale e, soprattutto, la distanza tra le tribune stesse e i carri ha consentito maggior libertà di movimento al pubblico in piedi.
Di buono c’è che, salvo il piccolo incidente occorso all’ala sinistra del Freddie Mercury di Roberto Vannucci, non si sono registrati problemi legati alla sicurezza delle costruzioni. Ma è anche vero che per poter apprezzare pienamente alcuni movimenti ci sarà da attendere domenica prossima, perché, come ormai la tradizione viareggina, il primo corso mascherato è una sorta di prova generale. Lo è per i carristi così come lo è per la Fondazione: quello della sfilata lenta è un tormentone duro a morire, ma è anche vero che pur in assenza di una folla oceanica i carri hanno impiegato quasi tre ore per compiere un intero giro del circuito. Un problema, questo, legato probabilmente alla massiccia presenza di cortei a terra di fronte alle costruzioni - e rispetto a un anno fa è anche leggermente aumentato il numero di carri e mascherate in concorso. Ma la prima, ad ogni modo, è stata (più che) buona per Burlamacco.
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