Lutto
Arriva una draga più grossa Nuovo appalto per l’escavo
L’Autorità portuale stanzia altri 100mila euro e si arriva così a quota 400mila I velisti denunciano: si è creata una doppia barra sabbiosa e c’è più pericolo
VIAREGGIO. Arriva un’altra draga, la “Bonita” della Somit, «per completare il lavoro sospeso per il maltempo ed iniziare un altro intervento». All’indomani dell’allarme lanciato dai pescatori (e venerdì un altro peschereccio ha rischiato grosso in uscita dal porto) spiega così Federico Giorgi, capo del servizio sicurezza della navigazione e difesa portuale della Capitaneria, la “Bonita” supporterà il mezzo della Somit denominato “Ortensia” poiché si tratta di un mezzo «più grosso che potrà quindi lavorare anche con tempo non buono». In settimana - continua Giorgi - la Capitaneria «provvederà ad emanare l’ordinanza di proroga dei lavori in scadenza il 20 febbraio, per 25/30 giorni».
L’Autorità portuale, infatti - conferma Pietro Ricci, responsabile dell’ufficio tecnico dell’Ente regionale - ha stanziato altri 100mila euro per proseguire l’intervento di somma urgenza che è già al terzo affidamento da dicembre 2013. La quantità di sabbia da rimuovere è pari a quello dell’intervento in corso, che non ha dato i risultati sperati - ha spiegato al “Tirreno” il segretario dell’Authority, Fabrizio Morelli, a causa del maltempo: circa 12mila metri cubi. Siamo, dunque, a quota 400mila euro di lavori assegnati, mediante verbali di somma urgenza.
A dicembre 2013 ha lavorato la draga “Giuseppe Cucco” della “Dragaggi”, ancora ormeggiata alla banchina Sandorino. Poi il successivo appalto è stato assegnato alla “Geoconsult” di Genova che ha offerto un ribasso di poco più alto della “Dragaggi”. L’impresa genovese ha poi noleggiato mezzi e personale dalla “Somit” di Chioggia. Che a Viareggio ha mandato il motopontone “Ortensia”, «particolarmente adatto a lavorare in acque ristrette», come si legge nella scheda del mezzo sul sito della “Somit”. Portata500 tonnellate, il motopontone è abilitato ad una navigazione litoranea, ovvero «una navigazione che si svolge tra porti dello Stato nel corso della quale la nave non si al- lontana più di 6 miglia dalla costa» come si legge nel Dpr dell’ 8 novembre 1991, numero 435. La “Bonita”, invece, è una motonave, ha una portata di mille tonnellate, ed è autorizzata ad una navigazione nazionale costiera, ovvero una «navigazione che si svolge tra porti dello Stato nel corso della quale la nave non si allontana più di 20 miglia dalla costa». Le differenze, insomma, sono importanti.
Resta, al di là delle notazioni tecniche, l’allarme che arriva anche dai velisti. «Si è creata una doppia barra - così si racconta in banchina - ed in mezzo c’è un canale che in ingresso si imbocca solo puntando sul fanale rosso. Ma non tenendosi così vicino alla costa come si faceva una volta...».
La Capitaneria di porto, però - almeno al momento - non ritiene di dover modificare le indicazioni per la manovra di ingresso ed uscita dal porto. «È confermata la manovra nell’ultima versione», sottolinea Giorgi, che continua: «Comunque siamo usciti con la motovedetta mercoledì e abbiamo sollecitato l’Autorità portuale a proseguire nel dragaggio».
La domanda è inevitabile: visto che l’intervento della “Ortensia” è iniziato a gennaio, era così imprevedibile che il tempo sarebbe potuto non essere da cielo terso e mare-una tavola? Perché, dunque, la “Bonita” non è entrata in “campo” da subito? Ma, soprattutto, perché quando si tratta di escavo a Viareggio non fila mai niente per il verso giusto?
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