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Pescherecci prigionieri del porto insabbiato

Pescherecci prigionieri del porto insabbiato

Gli imprenditori del settore infuriati hanno scritto alla Port Authority e annunciano manifestazioni clamorose in mancanza di una soluzione definitiva

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VIAREGGIO. Il porto di Viareggio? Una prigione per colpa della sabbia che impedisce alle barche di entrare ed uscire. E stavolta a rinunciare all’uscita non è stato il megayacht di turno ma l’intera flotta peschereccia, un centinaio di imbarcazioni, della città. È accaduto ieri tra mille proteste dei pescatori: con il mare agitato e l’imboccatura insabbiata per i pescherecci era troppo pericoloso uscire. Imbarcazioni anche con solo due metri e mezzo di pescaggio rischiano di sbattere sul fondo la chiglia con danni incalcolabili per mezzi, attrezzature e equipaggi. Un problema di sicurezza che va di pari passo con quelli economici: niente uscite, niente pescato, niente guadagni, già piuttosto risicati tra aumenti dei costi e crisi dei consumi.

La Cooperativa "Cittadella della Pesca" ha inviato due giorni fa all'Autorità Portuale di Viareggio, alla Capitaneria di Porto, alla Regione Toscana e alla Provincia di Lucca. E delle legittime lamentele si è fatta portavoce Impresa Pesca Coldiretti.

I pescatori sono pronti ad alzare il livello della protesta e a «bloccare il porto - annuncia Roberto Olivieri, capitano e porta voce di Impresa Pesca Coldiretti - se le autorità competenti non si attiveranno subito per affrontare e risolvere in maniera definitiva questo grave problema che ci impedisce di lavorare e dare da mangiare alle nostre famiglie».

L'insabbiatura sta provocando anche un handicap di competitività con le altre marinerie del Mar Tirreno, in particolare Livorno e La Spezia, che, al contrario di quella viareggina, non deve fare con un porto-prigione. «Se a Livorno - spiegava ieri in porto Maurizio Acampora, presidente della Coop di piccola pesca “Marenostrum” - mediamente le uscite annue sono 200-2010 a Viareggio siamo fortunati se si arriva a 170». «Possiamo uscire solo quando il mare non è mosso e solo passando in un canale dove il fondale ce lo consente;- spiega ancora Olivieri - altrimenti lavorare è impossibile a meno che non si decida di rischiare l'imbarcazione e la vita». L'insabbiatura del porto costa diversi milioni di euro di fatturati "mancati" alla marineria viareggina che fa presente che la nuova draga «non è riuscita a risolvere il problema in maniera definitiva e duratura». All'appello si unisce Impresa Pesca Coldiretti che chiede alle autorità di attivarsi e conferma di voler appoggiare la protesta.

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