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A Viareggio pescatori prigionieri del porto insabbiato

A Viareggio pescatori prigionieri del porto insabbiato

Una lunga lingua di sabbia ostruisce l’imboccatura: impossibile entrare ed uscire in sicurezza. E la categoria minaccia proteste clamorose se il problema non verrà risolto

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Il porto di Viareggio? Una prigione per colpa della sabbia che impedisce alle barche di entrare ed uscire. E stavolta a rinunciare all’uscita non è stato il megayacht di turno ma l’intera flotta peschereccia, un centinaio di imbarcazioni, della città. È accaduto ieri tra mille proteste dei pescatori: con il mare agitato e l’imboccatura insabbiata per i pescherecci era troppo pericoloso uscire. Imbarcazioni anche con solo due metri e mezzo di pescaggio rischiano di sbattere sul fondo la chiglia con danni incalcolabili per mezzi, attrezzature e equipaggi. Un problema di sicurezza che va di pari passo con quelli economici: niente uscite, niente pescato, niente guadagni, già piuttosto risicati tra aumenti dei costi e crisi dei consumi.

La Cooperativa "Cittadella della Pesca" ha inviato due giorni fa all'Autorità Portuale di Viareggio, alla Capitaneria di Porto, alla Regione Toscana e alla Provincia di Lucca. E delle legittime lamentele si è fatta portavoce Impresa Pesca Coldiretti.

I pescatori sono pronti ad alzare il livello della protesta e a «bloccare il porto - annuncia Roberto Olivieri, capitano e porta voce di Impresa Pesca Coldiretti - se le autorità competenti non si attiveranno subito per affrontare e risolvere in maniera definitiva questo grave problema che ci impedisce di lavorare e dare da mangiare alle nostre famiglie».

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