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Versilia

Rifiuti a peso d’oro: ecco il giro delle società

di Donatella Francesconi
Rifiuti a peso d’oro: ecco il giro delle società

Dalla Biofertil alla Eco.st, passando per la “Pa.Ri.”, tutte di Paolo Del Pistoia L’uomo degli appalti decennali che in porto è anche socio privato in Mover

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VIAREGGIO. «La ragione per cui il servizio ci costa tanto sta nel fatto che i cittadini di Viareggio e Camaiore pagano tre aziende più altre aziende esterne che svolgono servizi per Sea Ambiente, Sea Risorse e Vera tutto con i soldi pubblici». Parole pesanti come il piombo quelle con le quali Amando Mancini, rappresentante sindacale di Sea, sceglie di fare la fotografia della gestione del servizio dei rifiuti. Quel servizio che secondo l’analisi dell’Ispra (Istituto superiore per la ricerca ambientale) commissionata dall’assessore dimissionato Gloria Puccetti, ai viareggini costa il 125% in più che ai residenti in comuni italiani tra i 50mila ed i 150mila abitanti.

Ed allora vale la pena di analizzare l’intreccio di società cui fa riferimento Mancini. A cominciare dalla “Biofertil Srl” che è socio privato di Sea risorse (l’azienda che svolge il servizio di raccolta del rifiuto differenziato) al 40%. Di “Biofertil” è amministratore unico Paolo Del Pistoia che con un’altra azienda, la “Sasit” è socio privato del Comune anche in Mover, la società dei parcheggi. Una parte delle azioni di “Biofertil” è detenuto dalla società “Pa.Ri Srl”. Il cui amministratore unico è lo stesso Paolo Del Pistoia. Parte delle quote della “Pa.Ri Srl” sono di proprietà di Mario Del Pistoia, figlio di Paolo, e amministratore delegato della Mover.

Dal canto suo la “Pa.Ri Srl” è socia della “Eco.St Srl” della quale è amministratore unico Paolo Del Pistoia. Qui il cerchio si chiude: perché la “Eco.St” è da molto tempo la società che opera nel settore dei rifiuti per il Comune. ll 1° agosto 1991 il consiglio comunale di Viareggio, sulla base approvò l'affidamento, in concessione alla ditta Sasit, del servizio di raccolta dei rifiuti organici per un periodo di cinque anni e sei mesi. La Giunta comunale, con delibera numero 910 del 26 maggio 1992 espresse parere favorevole al trasferimento della convenzione dalla Sasit alla “Eco.St Srl”. Un’operazione che sollevò qualche perplessità.

Oggi questa azienda è la stessa alla quale Sea risorse appalta il servizio per una cifra che si aggirerebbe intorno ai 7 milioni di euro l’anno. Per un servizio di raccolta differenziata che il servizio ambiente del Comune, nella delibera con la quale Gloria Puccetti proponeva un taglio del 15% dei costi del contratto di servizio - definisce come «attuato con strumenti anti-economici». E questo in una privatizzazione di Sea risorse (all’interno della quale si sviluppa il sistema di “scatole” descritto) a proposito della cui durata contrattuale l’Autorità territoriale ottimale (Ato) nel 2011 scriveva: «Sussistono perplessità in ordine alla legittimità di una clausola che prevede una durata del sub-affidamento maggiore (fino al 2050, ndr) di quella dell’affidamento principale (il contratto Comune-Sea ambiente scade nel 2017, ndr). È sufficiente aprire un dizionario - giusto per capire di cosa si sta parlando - per incontrare la definizione di “legittimità” come «condizione, caratteristica di ciò che è conforme alla legge o al diritto».

Si creano - ci ricorda Mancini - «giri perversi quando i lavoratori hanno due controparti: Comuni e aziende che non sono né carne né pesce. E questo dato di fatto determina un conflitto oggettivo e micidiale sulla convenienza a lasciare sacche di disservizio per chiedere più soldi».

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