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Mobilità: c’è il piano regionale ma non piace a Staccioli (FdI)

Mobilità: c’è il piano regionale ma non piace a Staccioli (FdI)

VIAREGGIO. Si chiama Priim che sta per piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità e, fresco di approvazione in cnsiglio regioanle, disegna il futuro della infrastrutture e della...

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VIAREGGIO. Si chiama Priim che sta per piano regionale integrato delle infrastrutture e della mobilità e, fresco di approvazione in cnsiglio regioanle, disegna il futuro della infrastrutture e della mobilità in Toscana. Con effetti anche per la Versilia.

Nato da un lungo percorso di studio e concertazione, racchiude i progetti di sviluppo per il periodo 2014-2020 di ferrovie, autostrade, porti, aeroporti, interporti, trasporto pubblico locale, viabilità regionale e mobilità ciclabile in Toscana, settori che toccano in maniera diretta la quotidianità dei cittadini e che incidono profondamente sulla loro qualità della vita.

Per la Regione non è un libro dei sogni ma di investimenti reali: 2 miliardi nel triennio 2014-2016 su un totale di 23 miliardi nel periodo 2014-2020. Il piano dà attuazione alla programmazione strategica definita dal Programma Regionale di Sviluppo (PRS) ed è coerente con il Piano di Indirizzo Territoriale (PIT). Tra le opere-chiave contenute nel Priim ci sono, tra le altre cose, l'ultimazione della gara per dare alla Toscana un gestore unico del servizio di trasporto pubblico su gomma; il raddoppio della ferrovia Pistoia - Montecatini che incide sulla percorribilità della linea Viareggio-Firenze; interventi sul porto di Viareggio a cominciare dall’escavo e dal mercato ittico.

Per l’opposizione in consiglio, però, erano necessarie delle modifiche al piano. Come fa notare la consigliera Marina Staccioli (Fratelli d'Italia). «Insieme ai colleghi Giovanni Donzelli e Paolo Marcheschi ho presentato degli ordini del giorno che modificassero questo piano » spiega. Tra queste «il collegamento (strada bianca o asfaltata) Palagnana - Stazzema sul quale avevo addirittura trovato l'accordo con alcuni consiglieri di maggioranza, che però in aula si sono tirati indietro votando contro la modifica. Chissà che non ci sia lo zampino di qualche politico nazionale o amministratore locale in questa poco onorevole retromarcia». «Nella sostanza - spiega Staccioli - si chiedeva la realizzazione di una strada di collegamento tra Stazzema e Palagnana, di cui esiste già un progetto ma che l'Amministrazione del territorio subordina ad interventi meno impellenti per il territorio - illustra la Staccioli - l’opera avrebbe prima di tutto una fondamentale rilevanza a livello di sicurezza: la Palagnana - Stazzema creerebbe un importante collegamento tra la Garfagnana e la Versilia, costituendo una via di fuga aggiuntiva in caso di interruzione delle altre vie e accorciando del 70% la percorrenza».

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