Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

L’angelo Freddie Mercury e la potenza dell’amore

di Paolo Fornaciari
L’angelo Freddie Mercury e la potenza dell’amore

Roberto Vannucci e l’omaggio di cartapesta al leader dei Queen rappresentato mentre si alza in volo verso il cielo

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VIAREGGIO. Roberto Vannucci, classe 1958, é il secondo figlio d'arte di casa Vannucci, ma a differenza del fratello Enrico, subentrato al padre "Bocco", si è dovuto ritagliare un posto tra i maghi della cartapesta scalando tutte le categorie. Dopo gli studi all'Istituto d'Arte, inizia la sua avventura nel mondo del Carnevale. Nel 1988 presenta la sua prima maschera isolata, "Il pacifista", poi dal 1990 partecipa al cimento carnevalesco nella categoria delle mascherate di gruppo dove si aggiudica il primo premio nel 1995, con "Quei telefoni birboni per bambini sporcaccioni". L'anno dopo è in gara con il suo primo carro piccolo "E' tempo di dire basta" con il quale vince subito il primo premio, facendo il bis l'anno dopo con "Salviamo la pelle" e guadagnando la promozione nei carri di prima categoria, dove esordisce nel 1998 con "Essere o non essere". Nella categoria dei carri grandi ha ottenuto due primi premi, nel 2003 con "La mente intelligente", uno scimmione enorme e colorato che rappresenta l'uomo e la sua voglia di sapere, e nel 2010 con i cigni di "Una sola madre: la terra”, ed importanti riconoscimenti che testimoniano la dimensione di artista completo: premio modellatura, 1999; premio critica e premio Carnevalsatira, 2001; premio scenografia, 2002 e 2008; premio colore, 2003 e 2005. Nel 2006 inizia a collaborare con Carlo Lombardi e insieme realizzano "La macchina del tempo", carro fuori concorso, strutturalmente innovativo, che portano sui viali a mare anche l'anno seguente. Nei due anni successivi presentano, fuori concorso, costruzioni originali, strutturate su due carri che sfilano in corso contrapposti e che interagiscono fra loro, dando vita ad una spettacolare sfida carnevalesca. Dal 2010 rientrano, individualmente, in concorso.

La costruzione "Figli di un dio minore" di Roberto Vannucci è un omaggio a Freddie Mercury, cantautore, compositore e musicista britannico di origini parsi e indiane. Membro fondatore dei Queen, è una leggenda del rock, rimasto nella memoria per il talento vocale e la carica di sensualità che imprimeva nelle esibizioni dal vivo. Freddie, che decise di cambiare il proprio cognome in Mercury, ispirandosi al messaggero degli dei, nella costruzione, è rappresentato da una figura di angelo, grande e splendente nell'atto di aprire le ali per alzarsi al cielo. Freddie, omosessuale, dichiarò con orgoglio la propria diversità e si impegnò a combattere ogni forma di discriminazione. L'angelo Freddie rimanda in qualche modo all'angelo Lucifero, il più bello della schiera degli angeli. Lucifero commise peccato di superbia e per questo fu precipitato nel buio dell'Inferno, Freddie affermò l'amore come unica soluzione per vincere intolleranze e discriminazioni; scrisse "Somebody to love", una delle composizioni più conosciute del repertorio dei Queen, per dire con forza "Chi può trovarmi qualcuno da amare?", e per questo Roberto Vannucci lo fa alzare in volo, splendente, nella luce, oltre le infinite "torri di Babele" che gli uomini innalzano per il proprio compiacimento e per l'ambizione del potere.

La costruzione, secondo lo stile che contraddistingue Roberto Vannucci, si presenta spettacolare per l'imponenza delle forme, la sensibilità dell'impasto cromatico, la poesia del messaggio trasmesso con forza affinché si imprima eterno, nella mente e nel cuore di tutti, anche se la materia è effimera come la cartapesta, anche se è urlato nel fragore assordante del Carnevale.

(10 - fine)

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