Il Tirreno

Versilia

Parcheggiare all’ospedale non costerà più di 3,5 euro

di Matteo Tuccini
Parcheggiare all’ospedale non costerà più di 3,5 euro

Il via alla sosta blu slitta a metà aprile: ecco le tariffe ufficializzate dall’Asl Prima mezz’ora gratis, mini-abbonamento per chi entra ed esce più volte

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VIAREGGIO. Per altri due mesi si potrà parcheggiare liberamente dappertutto. Ma a metà aprile scatterà, inesorabile, la sosta a pagamento all’ospedale Versilia. Duecentoquaranta stalli blu, situati a ridosso dell’ingresso principale, con tariffe - spiega l’Asl - «a livelli popolari». In pratica, chi lascia l’auto tutto il giorno non spenderà più di 3,5 euro. Restano a disposizione degli utenti circa 300 posti auto gratuiti, che diventano quasi 400 se si considerano gli stalli per i motocicli e quelli riservati ai disabili e alle mamme.

Le tariffe. Chi arriverà e andrà via in mezz’ora non dovrà pagare nulla: basterà reinserire il tagliandino preso all’entrata per uscire. Lasciare l’auto per un’ora costerà 50 centesimi; fino a due ore si pagherà 1 euro e 50, fino a tre ore 2 euro. Come detto, oltre le 3 ore e per tutto il giorno si verserà 3,5 euro. Mentre chi entra e esce più volte nel corso della giornata ha due opzioni: o si serve delle tariffe normali, approfittando del fatto che sono ridotte per chi sosta poco (quindi se le sortite sono di breve durata gli conviene prendere ogni volta il tagliandino); oppure si avvale del mini-abbonamento da 3 euro e 20 centesimi, che gli consente in pratica di sostare anche per lunghi tratti, pagando comunque meno del giornaliero. Ci saranno tre postazioni per il pagamento del ticket: due all’esterno e una nell’atrio dell’ospedale. Saranno previsti anche altri abbonamenti agevolati.

No stalli prima dell’ingresso. Come spiegato di recente dall’Asl ai sindaci della Versilia, il parcheggio sarà ridisegnato in maniera da ampliare la possibilità di sosta e facilitare la circolazione. Chi arriva da Viareggio, e quindi entra dalla rotonda sud, dovrà necessariamente andare a diritto fino alla sbarra, posizionata una cinquantina di metri dopo la zona ingresso. È questa, infatti, una delle novità più importanti: si tolgono una parte degli stalli sul lato destro della strada, in maniera da evitare l’imbuto che ogni giorno blocca la circolazione all’ospedale, e si riservano tutti gli altri alle ambulanze e alle associazioni di volontariato, alle mamme nuove o in attesa e ai disabili. «Questo - spiega il direttore generale dell’Asl Brunero Baldacchini - servirà per facilitare l’accesso a queste categorie, evitando il caos che spesso si genera di fronte all’ingresso». Dove viene confermato e ampliato lo spazio per i motocicli e la sosta breve.

Zona blu e telecamere. Perciò, a meno che non sia un disabile, un’ambulanza o una mamma, l’utente andrà fino alla sbarra. E lì una scritta gli dirà se ci sono posti liberi o meno nella zona blu. Se ci sono, potrà lasciare l’auto una volta entrato; altrimenti uscirà o tornando verso sud, oppure dalle sbarre lato nord, posizionate all’altezza dell’obitorio. Da qui si accede a tutta la zona lato via Arginvecchio, che resta gratuita. Così come resta gratuita quella lato pronto soccorso. Ai confini della zona blu saranno installate delle telecamere.

La sorveglianza. «Saranno tre ispettori, con orario 7-19, a sorvegliare l’intera area - afferma Antonio Pirrotta della Gpe Servizi integrati, azienda di Milano che ha vinto l’appalto dell’Asl - il loro compito sarà quello di vigilare sia il lato a pagamento che quello gratuito, intervenendo come ogni cittadino in caso di flagranza di reato o chiamando le forze dell’ordine se e quando sarà necessario. In aggiunta a loro, nelle prime settimane ci saranno due hostess che aiuteranno gli utenti in difficoltà». Ma basteranno per scoraggiare la sosta selvaggia e qualche intemperanza non appena si avvicinano gli ambulanti? «Il compito degli ispettori - è la replica - è di scoraggiare eventuali comportamenti scorretti, come lasciare l’auto su un parcheggio disabili senza diritto. Per quanto riguarda le richieste di obolo da parte dai venditori ambulanti, non possono essere motivo di repressione». A dicembre, cioè dopo 8 mesi, il primo bilancio del progetto.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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