Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

La crisi? Un fantasma rosso che strappa via i sogni

di Paolo Fornaciari
La crisi? Un fantasma rosso che strappa via i sogni

Ecco il ritorno di Borri e Politi sui viali a mare con una costruzione di grande impatto scenografico dove saranno protagonisti il colore e la musica

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VIAREGGIO. Simone Politi ha trionfato all’esordio nelle tre categorie delle costruzioni del Carnevale: mascherate in gruppo, carri piccoli, carri di prima categoria. Personaggio schivo, poco incline alle luci dei riflettori, da giovanissimo accompagna il padre Antonio, che collabora alla costruzione dei carri di carnevale, nei vecchi hangar di via Marco Polo. A 16 anni presenta la sua prima maschera isolata “Ritorno alle origini”. Nel 1990 partecipa partendo dalle mascherate in gruppo, dove vince il primo premio per due anni consecutivi, nel1996 con “Antica gelateria del corso” e l’anno dopo con “Cinema: ha 101 ma non li dimostra”. Il doppio successo lo catapulta nella categoria dei carri piccoli, dove trionfa all’esordio nel 1998 e replica l’anno dopo con “Nuotar m’è dolce in questo mare”, che firma con Federica Lucchesi. Il doppio successo vale l’ingresso nella serie “A” del Carnevale. La coppia esordisce con “Abracadabra”, un successo: primo premio e premio per il colore. Nel 2002 con “La repubblica delle banane” fanno incetta di premi: 1° classificato e tre premi speciali. Nel 2004, presentano “C’eravamo tanto amati”, che vince il secondo premio, ma che sancisce la fine del loro rapporto nella vita e nell’arte.

Dal 2005, Simone Politi fa coppia con Priscilla Borri, diploma di Scultura conseguito presso Accademia di Belle Arti di Firenze ed un ricco curriculum di esperienze artistiche ed artigianali alle spalle, che ha esordito nel Carnevale di Viareggio nel 1995, con la maschera isolata “Promesse di governo”. Simone e Priscilla formano una coppia di artisti con all’attivo numerosi lavori fuori del mondo della cartapesta, nella realizzazioni di scenografie e di opere scultoree.

Il carro. Dopo un anno di assenza, impegnati nella realizzazione del mega addobbo di piazza Mazzini, Simone Politi e Priscilla Borri rientrano in concorso dedicando una costruzione alla crisi che attanaglia la nostra società, rendendo la vita quotidiana quasi un’odissea dove il futuro è un’incognita ed i sogni impossibili: “Il ladro dei sogni”. La vita di tutti giorni è condizionata da un insieme di situazioni negative: manca il lavoro, mancano i soldi, cresce lo spread. È possibile dare corpo al responsabile delle situazioni che vanificano il sogno di un futuro migliore? Simone Politi e Priscilla Borri ci hanno provato, dando forma, volume e colore al loro “ladro di sogni”, una sorta di ectoplasma terrificante che si materializza minaccioso “bucando” le tenebre ed invadendo la solarità dei viali a mare. Un mostruoso individuo, che dall’universo del filone horror cinematografico irrompe nel mondo del Carnevale, che nell’ombra condiziona la vita dell’uomo, manovra nel settore dell’economia e della finanza. Seduto su un improvvisato trono fa razzia in uno scrigno che conserva i frutti della vita dell’uomo: le ricchezze accumulate, ma anche le esperienze, i sentimenti, gli affetti e persino i sogni. Il “ladro di sogni” sovrasta la costruzione, imponente oltre misura grazie anche al marcato effetto cromatico che dilata i volumi ed infonde sgomento. Il carro, rifinito nei minimi particolari secondo lo stile che contraddistingue i costruttori, è di grande impatto scenografico. Un grande spettacolo supportato anche musicalmente. Al furto “sacrilego” dei nostri sogni, Politi e a Borri oppongono una soluzione di cuore: vivere “all’interno di una famiglia, soddisfatti del proprio lavoro…circondati da persone che ci amano”.

(9-continua)

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