Sicurezza
L’assistente sociale nella band naziskin
VIAREGGIO. Lavora come assistente sociale e milita in un gruppo rock che inneggia a tutto il repertorio dell’estrema destra italiana ed europea, mito della razza compresa. Il gruppo è “Legittima...
VIAREGGIO. Lavora come assistente sociale e milita in un gruppo rock che inneggia a tutto il repertorio dell’estrema destra italiana ed europea, mito della razza compresa. Il gruppo è “Legittima Offesa”, il musicista (chitarrista) è un assistente sociale impegnato in una sostituzione di maternità per il Comune di Viareggio. Uno degli ultimi successi del gruppo è “Spacco tutto”, brano dedicato alla condizione di chi vive con mille euro al mese. Condizione che può portare a doversi rivolgere all’assistente sociale. A segnalare il “caso” sono Brigata sociale antisfratto, Unione inquilini e Coordinamento anticapitalista versiliese. Per capire chi siano «i Legittima Offesa - si legge nelle nota che solleva la questione - basta vedere il documentario “Nazirock” . Il gruppo nega l'olocausto degli ebrei. Si vanta di essere revisionista e si definisce persino “socialista nazionale”. Due componenti del gruppo, in passato sono stati persino arrestati, con l'accusa di aver partecipato al pestaggio di un giovane di sinistra. I testi delle canzoni di questo gruppo oltre ad inneggiare alla Repubblica sociale italiana invitano all'odio razziale». La domanda rivolta agli amministratori della città è come è possibile che un militante di un gruppo con queste convinzioni «abbia un incarico così delicato come quello del sociale. Sindaco e assessori di competenza erano al corrente di questa cosa?».
Il leader della band, in un’intervista reperibile sul sito dello stesso gruppo, fa sapere che «essere skin vuol dire vivere in un certo modo, rispettando la legge della strada. Oggi le strade sono veramente luride come forse non lo sono mai state prima e quindi considerando le strade come casa mia io combatto per difenderle. Oggi in pericolo poi non ci sono solo le strade, ma tutta la nostra nazione, la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra razza». (d.f.)
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