Il Tirreno

Versilia

Il sistema rifiuti ci costa il 125% in più: ecco perché

di Donatella Francesconi
Il sistema rifiuti ci costa il 125% in più: ecco perché

Lo studio commissionato dall’assessore all’ambiente sfiduciato racconta che vetro, carta, plastica non portano nessun ricavo e non vengono venduti

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VIAREGGIO. Per comuni con popolazione compresa tra 50mila e 150mila abitanti il costo medio del servizio di gestione rifiuti è pari a 150,97 euro l’anno per abitante. Se si prende a riferimento questo valore per fare un raffronto con le cifre viareggine, allora «il costo di gestione del servizio del Comune di Viareggio sarebbe maggiore del 125% rispetto al valore medio nazionale per tale classe». È il risultato, molto amaro per i viareggini, dell’analisi fatta dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), documento che si è lasciata dietro di sé l’assessore all’ambiente Gloria Puccetti (Sel)sfiduciata dal sindaco Betti.

Ma nell’analisi che l’Ispra fa della gestione dei rifiuti a Viareggio, c’è dell’altro. Si fa un gran parlare di raccolta differenziata, si vuole aprire la ricicleria a Pioppogatto, i sindaci di Viareggio e Camaiore puntano alla raccolta differenziata “spinta” che superi il 60% entro il 2016 e magari anche prima: bene, tutte “bufale” viene da dire leggendo il rapporto. Il quale fa notare come nel piano finanziario del ciclo dei rifiuti a Viareggio«non sono previsti ricavi dalla raccolta differenziata» derivanti da corrispettivi del conferimento del materiale ai consorzi che riciclano vetro, carta, plastica e tutto il resto. E neppure sono presenti corrispettivi «dalla vendita sul libero mercato». Alla voce “ricavi da raccolta differenziata” compare un bello zero, tondo tondo. Eppure la stima che fa Ispra della gestione dei flussi recuperabili per Viareggio ammonterebbe a 460mila euro l’anno.

E non è finita qui. Nel caso si avesse ancora la forza di indignarsi, arrivati fino a qui, Ispra ci informa che «in ogni caso i conferimenti ai Consorzi sembrano inferiori alle quantità di raccolta differenziata». E ciò può essere dovuto alle «frazioni estranee», ovvero ad una qualità del materiale non opportunamente differenziato così scarsa da non essere appetibile per chi la recupera e poi la lavora.

Insomma: la raccolta differenziata a Viareggio fa solo spendere. I cittadini e l’azienda cui è affidata, quella Sea risorse privatizzata nei primi anni 2000, con l’ingresso della “Biofertil” di Paolo Del Pistoia.Un’operazione che la stessa Autorità territoriale ottimale (Ato) ha messo in discussione nella sua relazione del 2011. Scrivendo nero su bianco che per mettere in piedi la raccolta differenziata non è certo necessario un investimento tale da richiedere un tempo di ammortamento di cinquant’anni. Visto che è proprio il 2050 la data di scadenza dell’affidamento del servizio alla Sea risorse, come da bando di privatizzazione.

Ridurre del 15% il costo totale del servizio - è l’indicazione di Ispra - e recuperare ricavi dalla raccolta differenziata «consentirebbe un risparmio di circa 3 milioni e 303.554 euro». Quello al quale puntava l’assessore defenestrato. Adesso, per favore, qualcuno vuole spiegare - prima di tutto ai cittadini - che fine fa la raccolta differenziata che si vuole estende, modificare, incrementare con tanta solerzia? Attendiamo fiduciosi risposte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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