Sicurezza
Stop ai prof che bevono alcol A scuola il test dell’etilometro
Gli insegnanti categoria a rischio: prima e durante le lezioni saranno concessi solo acqua e bibite Previsti controlli sia da parte degli istituti che dell’Asl. Chi sgarra pagherà multe fino a 2.500 euro
VIAREGGIO. Stop agli insegnanti che bevono alcolici e superalcolici. Galeotta, infatti, fu una circolare inviata dall’Ufficio scolastico regionale. Grazie a cui dirigenti e professori degli istituti «di ogni ordine e grado» (nidi compresi, quindi) hanno scoperto di essere stati inseriti tra le categorie professionali «con rischi immediati sul posto di lavoro in caso di dipendenza da alcol». Questo fa sì che anche loro debbano sottoporsi al monitoraggio previsto per tutte le attività inserite in questa categoria: ad esempio i medici, oppure gli autotrasportatori. In parole povere, prima e durante le lezioni saranno concessi solo acqua e bibite. E allo stesso tempo scatteranno i controlli sia dagli istituti stessi che dell’Asl per verificare il rispetto del divieto. Controlli che prevedono anche il test dell’etilometro. Chi sgarra - o si rifiuta di fare il test - rischia multe da 500 fino a 2.500 euro. Nulla si dice - al momento - su altre sostanze come le droghe.
Cosa è cambiato. L’inserimento degli insegnanti nelle categorie a rischio, in realtà, è del 2006. Ma solo in tempi recenti la Toscana ha recepito la novità. Con delibera 1065 del 9 dicembre 2013, infatti, anche la nostra Regione ha emanato le linee di indirizzo per l’accertamento dello stato di alcoldipendenza nei lavori in cui questo tipo di fenomeno comporta problemi per la sicurezza propria e altrui. Perciò oggi anche in Toscana, così come in Piemonte, Puglia e Friuli Venezia Giulia dove da tempo si sono adottato provvedimenti specifici, vi sono - si legge nelle linee di indirizzo - «i presupposti legislativi per effettuare la sorveglianza sanitaria sull’alcoldipendenza anche per categorie finora generalmente esenti, come ad esempio gli insegnanti». Sorveglianza significa informazione e prevenzione contro il consumo di alcol, a beneficio di maestri e professori. L’obiettivo è evitare cattivi esempi di fronte agli studenti, e anche potenziali pericoli legati all’abuso per i bimbi più piccoli. Ma sorveglianza comporta, appunto, anche i controlli.
I controlli dell’Asl. «In genere, quando si parla di imprese - spiega Lucia Bramanti del Dipartimento di prevenzione dell’Asl 12 Versilia - è un medico definito competente, che in realtà è il medico aziendale, ad occuparsi dell’attività di verifica. Compreso l’alcoltest. È chiaro che nelle scuole non si potrà provvedere a nominare una figura del genere, che non è quasi mai prevista: sarebbe uno sperpero di risorse. Di conseguenza, ritengo che sarà l’Asl a dover effettuare queste verifiche a campione». La dottoressa Bramanti spiega, comunque, «che come azienda sanitaria non abbiamo al momento ricevuto diktat per avviare una campagna particolare di controllo degli insegnanti. Siamo in attesa di ulteriori chiarimenti. Ma è chiaro che, se sono previsti, i test verranno fatti». E a rischiare, spiega l’Asl, non saranno solo i prof che si rifiuteranno di farli, oppure che risulteranno avere qualsiasi tasso di alcol nel sangue superiore agli zero grammi per litro (il divieto infatti è assoluto). Anche l’insegnante che sarà trovato a consumare alcol a scuola sarà punibile con multe fino a 2.500 euro.
Lo sbigottimento nelle scuole I dirigenti scolastici hanno affrontato l’argomento in una riunione, tra dubbi e domande varie. «Al momento - spiega Nella De Angeli, dirigente dell’istituto comprensivo Don Milani-Lenci di Viareggio - non sappiamo quando scatteranno i test. Ma soprattutto temiamo che l’attività di prevenzione, che è fatta di visite ed esami vari, sia a carico dei nostri plessi: non è uno scherzo, quando si parla di spese di 90-100 euro a docente. Come istituti, in ogni caso, provvederemo a informare i nostri insegnanti che non possono consumare bevande alcoliche né prima né durante l’orario scolastico. Se la norma è stata resa operativa, ci sono anche le dovute ragioni ed è giusto rispettarla. Cosa ne penso? Io sono astemia».
@matteotuccini
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