Lutto
Troppo cari i costumi sui carri, si cambia
La denuncia e la proposta del presidente Pasquinucci che pensa già alle sfilate del 2015
VIAREGGIO. Il costo medio è diNon meno di 80 euro a costume, tranne qualche sempre più rara eccezione. Anche salire sui carri e partecipare alle sempre più affascinanti e sofisticate coreografie che accompagnano la sfilata dei giganti di cartapesta sta diventando un lusso. Così c’è chi si è lamentato, anche con la Fondazione Carnevale, dei costi eccessivi che «rischiano di allontanare le persone dalla manifestazione» spiega il presidente Stefano Pasquinucci. E allora«dal prossimo anno si cambia - afferma il presidnete - ne parlerà con i consiglieri della Fondazione: bisogna fissare un tetto massimo al costo dei costumi per chi va sui carri. Cinquanta euro, non di più. Anche a costo di investire noi, come Fondazione, delle risorse per abbassare i prezzi».
Pasquinucci tocca un nervo scoperto al margine della lunga chiacchierata con la stampa sul lunghissimo e ricchissimo programma del Carnevale 2014. L’idea, messa sul tavolo senza grossi preamboli, è una delle tante che sono già in elaborazione per il 2015, e rientra nella nuova gestione targata Pasquinucci che ha come parola d’ordine “inclusione”: sul “traghetto Carnevale” imbarchiamo tutti e tutte le idee, purchè buone si intende, senza lasciare a terra nessuno.
Il Carnevale oggi. È così che è nato il programma di quest’anno: oltre 150 eventi che si sviluppano intorno ai cinque corsi mascherati ai quali la Fondazione ha dato un nome. Si parte con “Chi vuol esser lieto sia” il 16 febbraio durante il quale sarà registrato il video dei Perturbazione, “Gran ballo delle maschere” il 23 febbraio, “Carnevale senza frontiere” il 2 marzo, “Il super Martedì” con direta Rai e concerto dei finalisti di X Factor insieme a Superband il 4 marzo, per chiuder il 9 marzo con “400 volte Carnevale” ovvero il corso numero 400 nella storia del Carnevale di Viareggio. Poi i rioni, i veglioni in maschera, gli spettacoli teatrali a cominciare dall’omaggio a Egisto Malfatti il 21 febbraio, le conferenze dedicate a Barlamacco e dintorni (con tanto di Caffè di Burlamacco al Margherita condotto da Adolfo Lippi) tra cui il convegno sulle possibilità di finanziamento europeo con l’europarlamentare Silvia Costa, le mostre, le feste, gli eventi sportivi e i concorsi, le pubblicazioni. Da segnalare in tutto questo la consegna della rivista ufficiale del Carnevale il 22 febbraio, che conterrà un omaggio a Maria Grazia Billi. E lo stesso giorno la presentazione del “doppio” nuovo manifesto del Carnevale 2015. Uno per così dire, più tradizionale, che lancerà un messaggio promozionale chiaro: «febbraio, mese del Carnevale, a Viareggio» per promuovere turisticamente la manifestazione in maniera più chiara e semplice. Ed «uno - commenta Pasquinucci - provocatorio, che dimostra come il Carnevale stia attento a cosa succede intorno». Ma di ulteriori dettagli il presidente della Fondazione non parla: ci sarà da aspettare per scoprire a chi è stato affidato il progetto e cosa è stato realizzato.
Il Carnevale domani. E il tema del prossimo manifesto, ci porta a parlare del Carnevale che verrà. Quello del “progetto triennale” che hanno in mente Pasquinucci e la sua squadra. Un primo assaggio delle nuove proposte si avrà il 28 febbraio in occasione del dibattito (alle 18 a Palazzo delle Muse) intitolato “E se il Carnevale si facesse sulla terrazza della Repubblica?”. Un’occasione per parlare del progetto di spostamento dei corsi mascherati. Ma non solo. Anche per ragionare delle nuove date del Carnevale. «Come Fondazione ne abbiamo parlato - spiega Pasquinucci - e riteniamo non sia sbagliato chiudere il martedì anche per recuperare la tradizione e i valori che ruotano intorno al Martedì Grasso». Dove, quando e come, insomma, saranno i temi dell’incontro. E c’è da aspettarsi che la sala di Palazzo delel Muse non basti ad accogliere il pubblico interessato.
Il Carnevale e la città. «Intorno alla manifestazione sentiamo grande entusiasmo e grande partecipazione» commentano all’unisono Pasquinucci e la consigliere Cristiana Gemignani. Per la Fondazione un «segnale di speranza - continua Pasquinucci riferendosi alla crisi di giunta - anche a fronte di quello che la città sta vivendo in questi giorni e che ha generato amarezza e un senso di sconfitta nei cittadini».
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