Gioco
Sea, cumulativi gratis per tutti i 203 dipendenti
La società dei rifiuti ha acquistato dalla Fondazione 261 biglietti per i Corsi È considerato un benefit aziendale che i cittadini pagano con la Tares
VIAREGGIO. Non è una delle tante “leggende metropolitane”, ma la realtà di una città nella quale per troppo tempo tutto è sembrato davvero possibile. Sea, società partecipata del Comune (in parte privatizzata con l’ingresso di Publiambiente), ha acquistato dalla Fondazione Carnevale 261 biglietti cumulativi. I quali saranno distribuiti ai dipendenti: 132 di Sea ambiente e 71 di Sea risorse secondo i dati ufficiali che ci sono stati forniti. E qualcosa, se la matematica non è un’opinione, avanzerà. Magari per i dipendenti di Vera, la società che gestisce Pioppogatto e che è costituita dalle due Sea insieme. Ma non è dato saperlo.
Nessun’altra società partecipata ha fatto la stessa scelta. Solo Gaia, l’azienda idrica, ha acquistato venti biglietti.
Insomma, i lavoratori della Sea hanno come “benefit” aziendale anche il biglietto di ingresso ai Corsi mascherati. Con buona pace di quei viareggini che il lavoro l’hanno perso o devono fare i conti con la cassaintegrazione e/o comunque con la crisi che i figli tra carri e coriandoli quest’anno non li manderanno anche perché hanno pagato fino all’ultimo centesimo un servizio raccolta rifiuti con tariffa alle stelle. Per tutte queste categorie - va sottolineato - non sono previsti sconti di sorta.
Certo: una società, pubblica o privata che sia, sceglie come meglio ritiene. Per i propri dipendenti così come per i propri bilanci.
Ma è davvero moralmente necessario che i dipendenti della società dei rifiuti entrino al Carnevale grazie al fatto che i cittadini, nel pagare il servizio, si accollino anche qualche migliaia di euro per i biglietti cumulativi? È un modo per finanziare la Fondazione Carnevale? È prassi consolidata? Fa parte del contratto di lavoro? E come viene gestito l’acquisto, fiscalmente? Ed infine: anche i dipendenti del Comune hanno lo stesso “benefit”?
Risposte alle quali i vertici dell’azienda oggi più che mai sono chiamati a dare una risposta.
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