Il Tirreno

Versilia

Il Comune ridisegna il porto Al Triangolino le barchine

di Donatella Francesconi
Il Comune ridisegna il porto Al Triangolino le barchine

Tre mesi per discutere la proposta e poi il progetto andrà in Regione Intanto si apre il confronto tra gli Enti sulla revisione del Piano regolatore

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VIAREGGIO. «Non posso accettare che il nostro porto si sia bloccato, non sia più vivo ma imbrigliato in veti incrociati e rendite di posizione». Parla, anzi scrive, così Leonardo Betti. Impegnato ad un funerale, il primo cittadino ha inviato il suo progetto per una nuova portualità tramite il neo assessore Andrea Strambi. Il quale, sbrigata frettolosamente la “pratica” affidatagli, non è rimasto a vedere l’effetto che fa. Eppure il messaggio che Betti prova a dare, in occasione del convegno organizzato dall’associazione “Amici della Versilia”, con l’adesione del Movimento cittadini, è forte: tre mesi di tempo per discutere le proposte messe nero su bianco. Allo scadere di questo termine «il “master plan” di rilancio dovrà essere approvato in consiglio comunale».

Ed allora, ecco punto per punto che cosa ha in mente Betti.

Valorizzare la Viareggio porto «tramite conferimento dell’attuale mercato ittico e delle banchine ad oggi pubbliche». Poi la società sarà «privatizzata per reperire le risorse sia per lo sviluppo del porto che per il pagamento del debito nei confronti di Ferragamo (ex socio privato, ndr)».

Nell’area del Triangolino si prevedere la «costruzione di pontili da destinare agli attuali natanti di piccole dimensioni, il tutto per rendere vivo questo spazio del porto».

La Darsena Viareggio, invece, sarà «divisa in due». Un’area «destinata alla pesca di medie dimensioni e collocata di fronte al nuovo mercato ittico» per valutare «la possibilità di aumentare l’altra area, dedicata all’attività di refitting per imbarcazioni di oltre 30 metri».

Alla Madonnina troveranno posto «la nautica viareggina oltre i 15 metri e le barche di nuovi diportisti sia per il transito che per lo stazionamento turistico tramite un migliore collegamento con le attività della Passeggiata».

Alla pesca «minore» sarà dedicata la Darsena Toscana, mentre la Darsena Lucca accoglierà la «micro nautica in un contesto Torre Matilde anni Trenta». Gli spazi dedicati alla Dogana saranno «spostati lungo il canale Burlamacca, dopo la rimozione dei natanti non utilizzati che andrebbero nella Darsena Lucca». Ciliegina sulla “torta”, il «completamento dell’asse di penetrazione».

L’Autorità portuale. Da una parte l’amministrazione comunale e dall’altra l’Autorità portuale regionale che dal giugno scorso governa il porto. Il segretario Fabrizio Morelli ieri non si è sottratto al confronto ed ha fatto anche alcuni annunci importanti. A partire dalla necessità di un «ripensamento imponente» del Piano regolatore portuale datato 2007, ma il cui iter costitutivo risale addirittura al 2001. Piano, va detto, rimasto ad oggi di fatti inapplicato. «La prossima settimana - ha annunciato Morelli - inizieremo a discutere con Regione, Provincia e Comune il protocollo d’intesa che detti gli obiettivi per la rivisitazione del Piano regolatore portuale. Rivisitazione che non può prescindere da quelli che sono gli obiettivi di progettazione della Regione».

Tra gli appuntamenti più prossimi, Morelli ha annunciato quello del 10 aprile: «Intendo presentare in questa data gli studi preliminari per il sabbiodotto. Non è un percorso agevole, ma è necessario per risolvere la questione definitivamente».

È poi «in dirittura d’arrivo la definizione della costituzione della commissione consultiva. Spero a breve che il presidente della Regione possa firmare il decreto».

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