Gioco
Cima: nautica finita, il futuro della Darsena è il turismo
VIAREGGIO. «I cantieri hanno tolto spazi al porto turistico e senza turismo non riparte l’economia della Darsena e della città»: è l’analisi pesante proposta da Riccardo Cima, amministratore unico di...
VIAREGGIO. «I cantieri hanno tolto spazi al porto turistico e senza turismo non riparte l’economia della Darsena e della città»: è l’analisi pesante proposta da Riccardo Cima, amministratore unico di Polo nautico, professionista cresciuto dentro la nautica. «Per fare ripartire il porto e l’economia di una intera città è necessario far diventare il porto di Viareggio un porto prevalentemente turistico e di servizi, con spazi per il refitting e per l’ormeggio». La fotografia della cantieristica proposta da Riccardo Cima è impietosa: «Se si pensa di poter ripartire con i cantieri navali, siamo in difficoltà. Nessuno dei nostri cantieri è in grado di contrastare olandesi, tedeschi e danesi. Stiamo facendo un modello di business che è superato. I nostri cantieri sono fuori tempo massimo!». Per non tornare sempre al “via”, come in un triste gioco dell’oca, «bisogna avere il coraggio di fare un po’ di scelte...Prendiamo delle decisioni, una volta buona, in questa città. Per esempio scegliendo di passare da porto di produzione a porto turistico di servizi».
La risposta a Cima è arrivata da Stefano Maestrelli. ex presidente della Viareggio porto, esponente del Pd viareggino: «Il porto del quale Viareggio ha bisogno è un porto che, a seconda dell’articolazione dei bacini, dia risposte diverse. Un porto che contenga in sè la nautica con l’eccellenza della produzione e la ricettività, l’accoglienza di qualità elevata. A questo dobbiamo pensare per rilanciare la città».
Anche Maestrelli richiama il governo della città alla necessità di effettuare «scelte fondamentali per dare alla città quel porto turistico che Viareggio non ha mai avuto. Porto turistico inteso come sistema organizzato e integrato tra barche, persone e accoglienza di entrambe. Un porto che abbia un territorio come servizio stesso. Per fare questo, l’aggancio fondamentale sono i cantieri».
Il dibattito è aperto, con una certezza: tra le opzioni del gioco dell’oca c’è anche quello di stare fermi uno o più giri. Se capita di nuovo, la partita è definitivamente persa. (d.f.)
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