L’Italia isterica nelle mani della coppia Lebigre e Roger
La signora vestita di tre colori è affidata alla terapia di analisi di due luminari: Sigmund Freud e il dottor Frankenstein junior dagli improbabili rimedi
VIAREGGIO. Gilbert Lebigre e Corinne Roger, classe anni Cinquanta, avviata coppia nella vita e nell’arte, dalla Francia sbarcano a Viareggio, attratti dal fascino del suo Carnevale e dalle potenzialità della lavorazione della cartapesta. Esordiscono nel 1980, con la mascherata in gruppo fuori concorso “Inquinamento o vita”, e l’anno dopo presentano, sempre fuori concorso, la mascherata “Le colonne dell’avvenire”. Nel 1982, con il carro di seconda categoria “Il trionfo della legge del menga”, che ottiene il secondo premio, iniziano la scalata alla categoria superiore, portando un respiro nuovo nel Carnevale, soprattutto dal punto di vista strutturale, con soluzioni formali originali, ottenendo per tre anni consecutivi il primo premio. Nel 1986 approdano ai “carri grandi”, vincendo, nel 1988, il primo premio con “Madanna Ciccone, un successo da leone”, costruzione che valorizza in chiave moderna la “tradizionale” l’impostazione strutturale dei carri del carnevale di Viareggio. I risultati conseguiti in breve tempo sono causa di contrasti nell’ambiente del carnevale, una realtà “corale” forse non ancora preparata ad aprirsi a nuove “voci”. Allora, abbandonano, ma tornano quindici anni dopo per dare vita con Arnaldo Galli a “La compagnia del Carnevale”, che per il carnevale del 2004 presenta il carro “Scusate se ci divertiamo - Balla che ti passa”, una costruzione innovativa che si aggiudica il primo premio. La società con Arnaldo Galli è attiva fino al 2007, anno del carro “Si va a morì, po’ si torna”, che ottiene il secondo premio; poi Arnaldo, con un palmares senza uguali di venti primi premi, decide di abbandonare il carnevale per dedicarsi esclusivamente alla pittura. Allora continuano da soli, vincendo l’edizione 2012 con il carro “Santo subito”.
Oggi i problemi dell’Italia e degli italiani sono il tema della costruzione “Hysteria – L’Italia in ultima analisi…” che rappresenta il nostro Paese, un’isterica signora che veste il tricolore, sull’orlo di una crisi profonda generata dalla dicotomia fra problemi reali sociali ed economici e incapacità della classe politica ad affrontarli, impegnata invece in un dibattito politico inconcludente ed autoreferenziale. Secondo i costruttori, l’Italia deve sottoporsi ad un’intensa terapia “psicoanaliticaparascientifica” alla ricerca di una difficile, quanto improbabile, soluzione. La scena si svolge in uno studio medico sui generis, un po’ antro del mago, ricostruito con le soluzioni formali e coloristiche che caratterizzano il codice espressivo di Gilbert e Corinne, che miscelano nelle loro costruzioni carnevalesche, con misurato azzardo, arte ed artigianato. La paziente viene sottoposta all’analisi di due luminari: il dottor Sigmund Freud e il dottor Frankestein Junior. L’approccio dei due scienziati al problema è contrastante e la diagnosi per la povera Italia non è univoca, fra interpretazione dei sogni, ipnosi, elettroshock ed altri miracolosi quanto improbabili rimedi. Comunque entrambi hanno una certezza: “Qualcosa si può fare!” Quindi l’unica soluzione è la terapia d’urto di una prolungata seduta di fantastica allegria, che avrà luogo lungo il corso mascherato, alla quale tutti sono invitati a prendere parte. Fra scienza ed assurdo, vince la magia del Carnevale, garantendo, se non la soluzione dei problemi della paziente Italia, sicuramente per tutti divertimento ed allegria.
(6 - continua)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

