Gioco
Dopo il furto in casa gli rubano il camion parcheggiato in ditta
Imprenditore di Ripa esasperato racconta la sua storia «È una persecuzione, spariscono anche le verdure dall’orto»
QUERCETA. C'è chi la chiamerebbe persecuzione, o chi forse soltanto sfortuna: di sicuro, se si tratta di quest'ultima, ci troviamo di fronte ad un vero e proprio accanimento. L’argomento, come purtroppo fin troppo spesso accade quando si tratta della piana quercetana, è ancora una volta quello dei furti: è di meno di una settimana fa la notizia delle quattro effrazioni in una sola notte a Ripa che avevano fatto seguito però ad un altro episodio di ladri all'opera, avvenuto tredici giorni fa nella zona di Pozzi.
In quell'occasione i malviventi furono colti in flagrante dal figlio minorenne della famiglia proprietaria dell’abitazione il quale ricevette anche un pugno in pieno volto nel tentativo di bloccar loro la fuga. Stavolta invece ad essere colpita è la ditta di autotrasporti “Federigi Aldo & C.” dove lavora il padre del ragazzo colpito dai ladri.
Dall’azienda, mercoledì notte, è sparito un camion dal suo posteggio, nell’area sotto il ponte autostradale sulla via Provinciale che conduce a da Querceta a Forte dei Marmi.
«È quasi da non credere - racconta Massimo, incredulo in mezzo al "fuoco incrociato" dei malviventi locali che l'ha costretto a chiamare le forze dell'ordine così tante volte in meno di un mese - non so nemmeno come prenderla, se ritenermi sfortunato o vittima di una persecuzione».
«Quello che ci hanno rubato - continua il padre del ragazzo picchiato dai ladri - è un automezzo che usiamo tantissimo per i nostri servizi nella zona, nonostante sia uno dei più vecchi di cui disponiamo: non ci ha mai dato problemi a livello tecnico ed inoltre è un camion dotato anche di auto-gru, quindi particolarmente utile. Più che per il valore del mezzo in sé infatti, che si aggira intorno agli ottomila, massimo diecimila euro, per la nostra impresa il danno riguarda l'ampio uso che ne facevamo. Adesso ci troviamo senza uno dei camion che utilizzavamo di più e per una vasta gamma di attività, e a questo in qualche modo dovremmo porre rimedio. Comprarne un altro è difficile - ammette - visto i tempi che corrono e il fatto che un mezzo come quello, se nuovo, andrebbe a costare molto di più del nostro vecchio modello».
Tante sono le ipotesi sul perché una banda di ladri si sia impegnata per portar via un automezzo come quello, ma Massimo condivide con sicurezza l'opinione che gli hanno riferito anche le forze dell'ordine. «Quasi certamente l'hanno rubato per poterlo usare in occasione di altri furti, o per facilitarsi l'entrata in alcuni edifici più alti o per trasportare refurtive più "ingombranti"».
La situazione però non sembra migliorare neppure nella frazione di Pozzi, dove frequentemente anche in questi giorni sono avvenuti atti di intromissione in proprietà private. «Ormai non chiamiamo nemmeno più la polizia o i carabinieri quando succede - racconta ancora Massimo - è diventata quasi un'abitudine: di notte infatti un gruppo di persone, passando attraverso i binari della ferrovia, taglia la recinzione della mia abitazione o di quella dei miei vicini di casa e va a bivaccare e a dormire negli uliveti. A noi cittadini la mattina non resta che pulire il terreno dalle bottiglie di vino vuote, cartacce, scatolette e mozziconi di sigaretta che troviamo sparsi fra gli alberi e magari, come spesso accade, trovarsi derubati dei prodotti dei nostri orti come cipolle e altre verdure o anche uova dai pollai. Ci si fa l'abitudine, ma non è un bel modo di vivere».
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