Il Tirreno

Versilia

Pierotti: «Nei cartelli la mia rabbia contro il razzismo»

Pierotti: «Nei cartelli la mia rabbia contro il razzismo»

È stato l’artista versiliese a piazzarli attorno all’ospedale per denunciare l’intolleranza verso i venditori ambulanti

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PIETRASANTA. Non cartelli razzisti, come equivocato quando sono comparsi davanti all’ospedale. Ma l’esatto contrario: un grido contro la discriminazione e l'indifferenza quei cartelli grondanti gocce di sangue con disegnate alcune figure umane che, come deportate, vengono allontanate con un carro attrezzi. Otto cartelli che mercoledì mattina Stefano Pierotti, dopo lo sberleffo artistico nei confronti di Schettino e ancora i veleni del doping, riproposti in una scultura durante i recenti Mondiali di ciclismo, ha installato dalle parti dell'ospedale Versilia, lungo l'Aurelia e all'ingresso del nosocomio. Una segnaletica artistica, a margine del varo del parcheggio a pagamento nell'area dello stesso ospedale, posizionata per «evidenziare le vere vittime di questa scelta: quelle persone, senza denaro, senza una sicurezza, che chiedono qualche spicciolo a chi reca al Versilia, una volta lasciata in sosta la propria auto .Quanta ipocrisia, pur di cacciare queste persone, si ricorre ad uno stratagemma come il ticket per il parcheggio e quanta indifferenza fra i politici: siamo arrivatiti a considerare questi extracomunitari come del bestiame da spostare da un posto all'altro, senza alcun rispetto per la dignità umana» attacca duro Pierotti che aggiunge: «Premessa l'insofferenza sollevata degli utenti per l'ulteriore iniqua “tassa” dalla quale è nato un comitato “no parcheggio a pagamento” che ha raccolto migliaia di firme di protesta, mi chiedevo che fine avesse fatto il tanto auspicato Piano Nazionale della Kyenge contro il razzismo, la xenofobia e l'intolleranza. Facendomi un giro nel parcheggio dell'ospedale, ho chiesto agli “abusivi” cosa ne pensassero di questa iniziativa del balzello. Mi hanno risposto che non possono andare a rubare o a spacciare droga e che tanto da lì non se ne andranno (ignari però del fatto che tra qualche giorno, quando entrerà in vigore il parcheggio a pagamento, verranno cacciati dai vigilantes come nel parcheggio antistante dell’Esselunga). In questo modo, a mio avviso la direzione sanitaria- continua Pierotti - sposta solamente il problema più in là mostrando palesemente la sua/loro (visto che sono interessati anche i 7 comuni) intolleranza verso gli extracomunitari che saranno costretti a trovarsi altri lidi, mostrando stavolta, ai clienti che si frugheranno nelle tasche per cercare qualche centesimo da dare in cambio di qualche accendino, meno sorrisi. Dopo che ho installato i cartelli, alcuni extracomunitari mi hanno chiesto cosa volesse dire Kunta Kinte e rimozione (parole contenute nella grafica da me assemblata). Ho spiegato che Kunta Kinte era il personaggio di un film che identificò il simbolo della ribellione degli schiavi in America e l'affermazione dei diritti dell'essere umano e rimozione significa invece “fuori dalle scatole”. È il messaggio che Asl e politica hanno inteso dare a queste persone: messaggio da cui tutti coloro dotati di un minimo di tolleranza e rispetto per chi ha meno degli altri, dovrebbero prendere le distanze».

Luca Basile

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