Il Tirreno

Versilia

Il ritorno di Federica nell’hangar dei Bonetti

di Claudio Vecoli
Il ritorno di Federica nell’hangar dei Bonetti

Dieci anni dopo l’addio alla Cittadella la cartapesta ritrova uno dei suoi talenti «Mi rimetto in gioco con grande entusiasmo e un pizzico di emozione»

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VIAREGGIO. Nel suo ricco palmares può vantare due vittorie fra i carri grandi, due fra i carri piccoli e due fra le mascherate in gruppo collezionate in poco più di dieci anni di attività. E chi non è un teenagers di lei ricorderà il Ciampi-stregone di Abracadabra (2000) e il Berlusconi-ballerina di La Repubblica delle Banane (2002) firmati insieme a Simone Politi che conquistarono pubblico e giurie. Eppure, da una decina d'anni, Federica Lucchesi aveva abbandonato il Carnevale di Viareggio. Dedicandosi ad altre esperienze professionali sia nel mondo del Carnevale (a Pietrasanta, ma anche a Tempio Pausania, in Sardegna) che nel mondo del cinema e dello spettacolo. Da quest'anno, però, Federica Lucchesi – uno dei rari casi di carrista al femminile – è tornata alla Cittadella collaborando con i fratelli Bonetti alla realizzazione de “La penisola sommersa”, .

Federica Lucchesi si riaffaccia nel mondo della cartapesta viareggina. Un gradito ritorno...

“Per me sicuramente. Anche se non nascondo una grande emozione nel tornare a lavorare alla Cittadella. Dopo tanti anni di assenza, respirare di nuovo quest'aria è sicuramente stimolante”.

Dieci anni di assenza dalla Cittadella. Che esperienze hai fatto in questo periodo?

“Non ho abbandonato del tutto il mondo della cartapesta, visto che ho continuato a lavorare per il Carnevale di Pietrasanta. E poi ho fatto una splendida esperienza a Tempio Pausania, in Sardegna, dove mi hanno chiamato come direttrice artistica di quel Carnevale. Qui, fra l'altro, ho cercato di esportare, far conoscere ed insegnare la tecnica della carta a calco. Davvero una splendida esperienza”.

E oltre il Carnevale?

“Ho girato un po' il mondo. Ho collaborato alla realizzazione delle scenografie di alcuni importanti musical a Londra, a Berlino, a Monaco di Baviera. Sempre a Londra, due anni fa, ho anche lavorato per le Olimpiadi. Qualche esperienza l'ho fatta anche nel mondo del cinema, con una collaborazione con il Festival di Venezia. Tutte esperienze che sicuramente mi hanno aiutato a maturare”.

E ora il ritorno alla Cittadella grazie ai fratelli Bonetti...

“Sì, devo ringraziare Luigi ed Uberto perché mi hanno dato l'opportunità di rientrare nel Carnevale di Viareggio. Con loro c'è sempre stata una bella amicizia che di recente si è trasformata anche in un rapporto professionale vero e proprio. Fra l'altro tutto è nato proprio al Festival di Venezia, quando lo scorso anno abbiamo realizzato insieme un gigantesco rinoceronte che era stato scelto come simbolo della settantesima edizione della mostra del cinema. Dopo quel lavoro, i fratelli Bonetti mi hanno proposto di aiutarli nella realizzazione del loro nuovo carro. Ed io ho accettato con grande entusiasmo”.

Un ritorno quasi in sordina, il tuo.

“E' vero. Malgrado il mio passato, sono voluta rientrare in punta di piedi, quasi in incognito. Qui dai Bonetti sono solo una collaboratrice. Il carro, ovviamente, è opera loro. Io ho cercato di dare una mano cercando di sfruttare le mie caratteristiche. E mi sono cimentata nelle figure dei politici presenti sui carri e nella realizzazione dei monumenti italiani che sono di contorno alla figura principale: dalla Torre di Pisa al campanile di San Marco a Venezia. Spero di aver dato il mio contributo”.

Nel periodo in cui hai firmato in prima persona i carri hai sempre ottenuto grandi risultati. Mutuando il linguaggio dal calcio, qual è il traguardo di quest'anno: scudetto, zona Champions o salvezza tranquilla?

“Beh, la voglia di competere è rimasta quella di una volta. E non c'è dubbio che con questo carro possiamo puntare direttamente allo scudetto. Per me rientrare con una vittoria sarebbe il massimo...”

Sei rientrata come collaboratrice dei Bonetti. In futuro sogni di tornare a realizzare un carro tutto tuo?

“No. E lo dico in tutta sincerità. Ormai non me la sentirei più di cimentarmi in un carro solo mio. Ho trovato una dimensione diversa che mi permette di continuare a fare anche altre cose. Non mi ci vedo più a rituffarmi solo e soltanto nel Carnevale”.

@ClaVecoli

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