Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio

Fabrizio Galli ammonisce: non entrate in quel portale

di Paolo Fornaciari
Fabrizio Galli ammonisce: non entrate in quel portale

Il mondo (e le insidie) del web e dei social network visti con gli occhi dei giovani E un cyborg ragno pronto a trasformare in preda chi si addentra nella rete

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VIAREGGIO. Fabrizio Galli fa parte di una “dinastia” di maghi della cartapesta, il padre Renato nel mondo del carnevale dagli anni Trenta, lo zio Arnaldo il più blasonato nella storia della manifestazione viareggina, la figlia Valentina già nella “palestra” delle maschere isolate. Fabrizio inizia a lavorare con il padre Renato, che per favorire l’inserimento del figlio nel magico, ma complesso, ciclo lavorativo della cartapesta, abbandona i carri grandi e torna in seconda categoria. E’ il 1986, i due firmano “Non ti sbagliare fermati qua”; l’anno dopo, con la morte del padre, Fabrizio prosegue da solo. Il 1989 è l’anno de “Il piatto piange, il piatto ride” che si aggiudica il primo premio, catapultandolo nella categoria dei “carri grandi”. Nel 1991 realizza “L’inferno del sabato sera”, costruzione spettacolare ed innovativa che calamita l’attenzione del pubblico e che gli vale il primo premio. Successivamente Fabrizio sperimenta nuove soluzioni strutturali, affrontando anche tematiche impegnative, come nel caso del carro “Te lo do io il Creatore”, del 1995, che si aggiudica il secondo premio ma solleva critiche per l’argomento affrontato. Nel 2000 si cimenta nella realizzazione del carro sperimentale, “Concerto di Carnevale”, dove fa ampio uso della vetroresina. La costruzione, che ospita un’orchestra musicale, per la prima volta viene trainata, invece che dal trattore, da un carrello semovente con motore automatico. Nel 2002, realizza “La pace sia con voi”, un carro imponente che riproduce nella cartapesta Papa Giovanni Paolo II. La costruzione presenta soluzioni originali ed ardite, ma viene penalizzata perché giudicata “priva di spirito carnevalesco”. Oltre alle costruzioni carnevalesche si impegna anche in lavori scenografici ed artistici, come nel 2008, quando realizza 14 sculture da posizionare alla Cittadella.

Fabrizio Galli, che l’anno scorso aveva presentato, fuori concorso, per il carnevale 2014 rientra nel cimento carnevalesco con il carro “Non entrare in quel portale”. La costruzione di Fabrizio Galli è monito e denuncia contro la dipendenza da Internet, meglio conosciuta nella letteratura psichiatrica come Internet addiction disorder (Iad), un disturbo da discontrollo degli impulsi di cui sono vittime specialmente gli adolescenti che preferiscono Internet e social network a sport e attività all'aria aperta. Il mondo di Internet, moderno oggetto di idolatria di massa, é rappresentato nel carro da un rosso minaccioso cyborg ragno, in agguato pronto a trasformare in preda chi si addentra nelle infinite ed oscure maglie della ragnatela della Rete. La costruzione, imponente ed originale sotto il profilo formale e cromatico, propone soluzioni strutturali che offrono un piano di lettura che si sviluppa su due spettacolari momenti scenici: portali di Internet che si ergono come “Stargate”, invitanti finestre aperte su mondi virtuali, che catturano l’attenzione ed invitano a varcare il confine dell’ignoto; poi, catapultati nel mondo virtuale, l’invisibile rete di Internet mostra la sua micidiale trappola simboleggiata dal cyborg ragno che paralizza la sua vittima predestinata, un adolescente, dallo sguardo allucinato in preda della internet dipendenza, pronta ad immolarsi, senza rendersene conto, alla sua bellezza ammaliatrice, quasi servendo, come viene rappresentato da Fabrizio Galli nella costruzione, il proprio cervello su un vassoio d'argento.

(5- continua)

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