Il Tirreno

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sei del forte se...» tante adesioni

di Angelo Petri
sei del forte se...» tante adesioni

FORTE DEI MARMI. Se fosse vero il detto popolare che “Al Forte ci sono tre cose in abbondanza: acqua, rena e ignoranza”, la questione di capire le origini di qualcuno si risolverebbe in un...

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FORTE DEI MARMI. Se fosse vero il detto popolare che “Al Forte ci sono tre cose in abbondanza: acqua, rena e ignoranza”, la questione di capire le origini di qualcuno si risolverebbe in un battibaleno e con un semplice esamino. Per fortuna non è così e la saggezza popolare non sempre ci azzecca. Restano allora l’acqua e la rena, la prima troppo difficile da imbrigliare e da catalogare, la seconda invece fa meglio al caso nostro: tanti piccoli granelli che riescono però a disegnare i soffici prati estivi delle vacanze più vip della Penisola.

E tanti granelli di sabbia di un’identità condivisa o tendenzialmente tale sono anche i contributi che arrivano di ora in ora al gruppo Facebook “Sei del Forte se…” che in pochi giorni – come sottolinea il suo creatore, Gionata Paolicchi – ha sfondato le 1700 adesioni e veleggia ormai orgoglioso verso le duemila.

Quella dei gruppi “Sei di… solo se…” è l’ultima moda dei frequentatori di Facebook, oramai un mare sterminato, e per quanto i suoi detrattori siano almeno della stessa portata, è innegabile che una qualsiasi fenomenologia sociale che lì venga ideata o vi alberghi faccia poi notizia. Lontani i tempi delle battute tra gli amici, ora i gruppi vogliono scandagliare la società, ambiscono a fare informazione, indagano, e se si appellano i presenti questi immancabilmente rispondono.

Appare, comunque, assai strano che proprio il gruppo “Sei del Forte se..” sia oggi il gruppo più numeroso di questa ambiziosa indagine sociologica fatta in casa perché, lo sanno proprio tutti, se c’è un paese ormai privo di identità e un po’ plastificato è proprio il Forte dei Vip, dei russi, delle griffe, delle vetrine “vorrei ma non posso”, insomma quella miscela esplosiva e francamente difficile da catalogare, che funziona però solo qui tra la battima del mar Ligure le prime pendici delle Apuane.

Lo interpretiamo però come un buon segnale perché potrebbe significare che non tutti hanno rinunciato alle proprie radici, anche se recenti. Eh, già perché dirsi oggi fortedemarmino doc è quasi una tautologia. In fondo il paese è così giovane e cent’anni sono proprio pochi, al punto che nessuno può vantare generazioni e generazioni di marinelli purissimi. Tutti hanno un parente dei monti, Azzano in testa, come suggerisce spesso Emilio Tarabella che a queste disquisizioni ha dedicato attenzioni e un libro ben prima di Facebook, o anche solo un congiunto d’importazione.

Il bello di “Sei del Forte se…” resta dunque la scintilla del ricordo, spesso dell’infanzia, anche se condizionato dall’età media dei frequentatori di Facebook, i cui ricordi per ragioni anagrafiche non scendono poi di molto nella cronostoria del paese.

«Ti trovi a camminare per le strade, quelle che erano le tue strade e ti senti straniero – si lamenta Franco Vagli - un paese irriconoscibile; non c'è piú un negozio di quelli della tua infanzia, la Norma, Pampaloni, Pizzino, la lattaia, l'alimentari del Ceretti (Mario), il Benedetti in piazza. Non ci sono più le donne che spazzano e lavano davanti alla porta di casa, chiacchierando tra loro, e ti salutano mentre voli in bicicletta, per andare a giocare a vetriole in pineta. Incontri solo stranieri, commessi leccati e fighetti, identici ad altri fighetti, russi o milanesi, che si aggirano annoiati, tra vetrine con prezzi apocalittici, in un silenzio irreale». Quasi una lapide sul filo della memoria da mettere in piazza Garibaldi per il Centenario, ma non ci aiuta ancora a capire chi è del Forte e chi no.

Così per Michele Raffaetà, «Sei del Forte se...la tu' nonna ti chiamava per la merenda urlando.. veni qua' nato d'an cane!!, o se... tu pa' ti ha chiamato almeno una volta.. o testa d'averla!». Più legata alla memoria dei luoghi la battuta di Daniela Tacchella: «Sei del Forte e hai i capelli bianchi se, quando guardi la vetrina di Louis Vuitton non puoi non pensare a quando ci compravi la roba americana.... dalla Teresona». Già la Teresona, il profumo dei jeans accatastati sul bancone, un casino indefinibile in uno stretto impossibile, forse siamo già più vicini al nocciolo del problema. Ma allora perché non rammentare anche la Terè dei Cocceri e le Neri, empori del tutto e del nulla ma così vigorosi e paesani, o il mercato quotidiano in piazza Garibaldi con la Scolina, la Lea e Amosse e quello del pesce con Lepanto, sì il babbo del pirata, Matteo e la Castagnina immortalata in bronzo al mercato coperto? Madre Maria e le sue liquirizie o magari le foto nella vetrina dal Luchetti in via 4 Novembre ben prima di quelle di Brunetto Fabbroni, che era a fianco del Vaudagnotti, l’uomo del mitico Magazzino dell’Auto, un vero paradiso per ogni cosa che avesse le ruote!

Quella dei personaggi del paese è certo una strada buona ma non ci garantisce la denominazione d’origine controllata per chi li ricordi: il Tà del Mulino e quello della Luce, Bronzino e la su’ moglie, Betto che portava i pacchi delle poste o Maria la postina, il Belluomini che giocava a carte da Pierino e raccontava che era stato in Russia, potrebbero, infatti, averli conosciuti anche tanti villeggianti, così come tutti quelli immortalati da Ercole Ferrari nel Barco Mario che era alle spalle del banchi del pesce. Resta forse solo la strada del cuore. «Sei del Forte – scrive Francesco Baldi - se da bambino giocavi con gli amici in un campo di canne e scepaloni, (ai Rampinelli per esempio, ndr) e anni dopo ci hai ritrovato una villa con colonne di marmo e piscina cristallina». Noi invece ci siamo convinti che la verità l’abbia distillata Michela Salvatori: «Sei del Forte se, quando sei al mare, ti volti verso le Apuane e ti rendi conto che vivi in uno dei posti più belli del Mondo!».

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