Il Tirreno

Versilia

Provocazione di artista nel parcheggio dell’ospedale Versilia

Provocazione di artista nel parcheggio dell’ospedale Versilia

Sono dello scultore Stefano Pierotti i cartelli con impresse la scritta Kunta Kinte e macchie rosso sangue: una denuncia contro l’intolleranza razziale nei confronti dei venditori ambulanti che si muovono tra i parcheggi

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PIETRASANTA. Non cartelli razzisti ma il contrario: una denuncia dell’intolleranza razziale nei confronti dei venditori ambulanti che si muovono tra i parcheggi dell’ospedale Versilia. Una denuncia in forma di provocazione artistica firmata da Stefano Pierotti, non nuovo a iniziative di questo tipo. Sui cartelli Pierotti ha impresso la scritta Kunta Kinte e macchie di rosso sangue, rappresentando persone come carri da rimuovere. Nel mirino dell’artista la decisione dell’Asl di istituire il parcheggio a pagamento nell’ospedale motivato, tra le altre cose, con «la presenza ingiustificata di numerosi venditori ambulanti, in genere extracomunitari che spesso importunano gli utenti, anche con richieste di denaro, la presenza di persone dedite all'accattonaggio, le liti tra gli extracomunitari».

«Al di là dell'insofferenza sollevata degli utenti (che poi sarebbero i malati o i loro parenti in visita) per l'ulteriore iniqua tassa dalla quale è nato un comitato "No parcheggio a pagamento" che ha raccolto migliaia di firme di protesta (ma di questo se n'è già ampiamente parlato), mi chiedevo - dice Pierotti - che fine avesse fatto il tanto auspicato Piano Nazionale della Kyenge contro il razzismo, la xenofobia e l'intolleranza». Da qui l’installazione dei cartelli (otto in tutto l’ospedale) c he denunciano l’intolleranza verso gli extracomunitari.

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