Gioco
Lo scrittore Genovesi «Così vogliamo salvare la nostra identità»
L’autore di “Morte dei Marmi” non è sorpreso dalla voglia di ricordare «Solo qui poteva accadere, le gente sente che Forte è minacciata»
FORTE DEI MARMI. «Il boom del gruppo dedicato a Forte è una cosa meravigliosa. La gente ha sentito che il paese è minacciato e ha trovato un modo di dimostrare che è ancora vivo, e non solo nei ricordi. Le persone si stanno concentrando su quello che hanno in comune e non sulle stupide divisioni politiche tra destar e sinistra». Fabio Genovesi, lo scrittore che nel suo “Morte dei Marmi” è riuscito a raccontare le profonde trasformazioni di Forte negli ultimi anni, è appena rientrato nel suo amato paese dopo una serie di incontri con il suo pubblico nel Nord Italia. «Ho sentito parlare del gruppo, ma non sono iscritto - racconta - non mi sorprende che una cosa del genere abbia avuto un grande successo proprio a Forte. Qui in un certo senso abbiamo sempre vissuto di memoria, di nostalgia. Ma adesso la gente sente che il paese sta sparendo e quindi smette di litigare e si riunisce su Facebook per condividere la propria identità. E’ un messaggio ai politici di tutti gli schieramenti che troppo spesso si perdono in bagatelle e sterili polemiche: la gente vuole che il paese sia salvato».
Genovesi fa notare che il vivere solo di ricordi non è un bene, chi lo fa di solito sente di non aver nulla da chiedere al presente.
«Ma in questo caso - spiega - è diverso. Questa fierezza sull’identità mi piace moltissimo, la gente è fiera di essere di Forte e vuole che questo luogo continui ad esistere». Genovesi si riallaccia poi a un tema già trattato nel suo libro. «Qui siamo sempre stati un po’ ispidi con i turisti - spiega - è parte della nostra identità. Alla fine le persone che arrivavano da fuori erano “tollerate” dalla comunità dei cittadini. Ma questo atteggiamento è anche il collante che ci tiene insieme e ci fa resistere in questo posto pieno di case ma sempre più vuoto. Forse chi amministra la città dovrebbe capire che non possiamo sempre darla vinta ai turisti. Nessuno vuol cacciarli o negare il valore economico della loro presenza. Ma ora i fortemarmini, anche tramite Facebook, stanno esprimendo la loro volontà: il paese e la sua identità non devono essere cancellati».
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