Il dolore
Il sindaco: ecco perché ho deciso di mandarli via
«Non rispettavano le mie scelte, mi avevano messo in minoranza in giunta»
VIAREGGIO. «Bisogna cambiare marcia, andare più veloce...»: è un sindaco Betti stanchissimo ma deciso a chiudere la partita più difficile della sua carriera politica quello che a pomeriggio inoltrato risponde ai giornalisti che gli fanno un’unica domanda, “perché?”. Perché la crisi, perché cinque assessori persi per strada in un mese, tre dei quali sfiduciati dallo stesso primo cittadino. Sfiducia intorno alla quale girano pettegolezzi e veleni. Tanto che lo stesso Betti parla ormai apertamente di «chiacchiericci, fuga di notizie, mancanza di riservatezza, cose che venivano messe in giro...». Tanto che l’opposizione (e la consigliera Rossella Martina in particolare) sarebbe stata informata in tempo reale di quanto avveniva nelle riunioni di Giunta. Chiacchiericci come quello che rimbalza da giorni e parla di un sindaco messo in minoranza nella riunione di ottobre con i suoi assessori, dove si discuteva del via libera da dare alla “rivoluzione” della macchina comunale. In uno scenario che ha visto da una parte il primo cittadino pronto a “frenare” su alcune scelte, e dall’altra i suoi assessori determinati ad andare avanti a tutta birra, pena far saltare i numeri in consiglio comunale.
Betti, però, non ammette di essere stato messo in minoranza e di aver per questo fatto la scelta più drastica: a casa i “traditori”. «Il messaggio che voglio dare ai cittadini - spiega - è che non si è arrivati alla crisi per una bega politica. Ma per una questione di funzionalità...». Della macchina comunale rivisitata, come dell’azione amministrativa: «Ed allora, meglio cambiare subito...».
Cambiare al punto da tornare indietro sul valzer dei dirigenti. Con Riccardo Raffaelli di nuovo “dominus” dei lavori pubblici (ma sul valzer di incarichi che si sono moltiplicati di anno in anno c’è l’analisi degli ispettori ministeriali) e Franco Allegretti che perde il personale. Segno che l’operazione campagna di prepensionamenti non è destinata ad andare a buon fine, visto che il dirigente ci ha lavorato con tanto di numerosi viaggi a Roma e che questa doveva essere la ricetta segreta per risanare il bilancio comunale. «Allegretti ha molte competenze - continua Betti, incalzato dai giornalisti - e si era già parlato di alleggerire il suo carico di lavoro. Allegretti è un urbanista ed è indubbio che l’urbanistica non gli verrà tolta...».
Macrostruttura alla quale «apportare dei correttivi, perché ad esempio non c’è nessuno che si occupi delle politiche giovanili», ma anche decisionida prendere in relazione ai contratti con Mover e Sea, altro punto di rottura con gli assessori dimissionati. «Per quanto riguarda il contratto di servizio con Sea - dichiara Betti - bisogna procedere alla riduzione delle cifre. Ma vanno fatte scelte oculate perché ci sono in ballo molti posti di lavoro. Sul contratto della Mover, da rivedere con il socio privato, abbiamo già le condizioni per attuare la riduzione». Giovedì scorso l’ex segretario comunale Petruzzi avrebbe dovuto incontrare il consiglio di amministrazione della Mover per poi arrivare a portare l’accordo in Giunta. Ma in mezzo si è messo il reintegro del segretario Rosa Priore da parte del giudice del lavoro e ora si riparte dal via, come in un infinito gioco dell’oca pagato per sempre solo dai cittadini. Ai quali l’arrivo del socio privato (la Sasit di Paolo Del Pistoia) fino ad oggi ha portato solo il pagamento degli abbonamenti anche per i residenti.
Ma, insomma, come si arriva a perdere cinque assessori in un mese a nemmeno un anno dall’insediamento in Municipio? «Li ho rimossi - è la risposta di Betti - per questioni che riguardano l’attuazione del programma elettorale ed anche per una perdita di fiducia»
Diversa la versione dei tre assessori rispediti al mittente, che hanno scritto una lettera a Betti il giorno in cui hanno lasciato l’incarico e che oggi terranno una conferenza stampa: «Non c'è mai stata da parte tua un cenno a problemi da risolvere o a questioni da chiarire. Tutto è avvenuto alle nostre spalle e tuttora senza spiegazioni. Forse perché le cose non sono affatto chiare e trasparenti come cerchi di far credere».
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