Attenzione
Il reduce prigioniero della burocrazia
VIAREGGIO. «Mio padre è sopravvissuto alla guerra e ai campi di prigionia. Ma adesso è recluso in casa sua per colpa della burocrazia». A raccontare le vicissitudini dell’uomo, iniziate con un’eredità...
VIAREGGIO. «Mio padre è sopravvissuto alla guerra e ai campi di prigionia. Ma adesso è recluso in casa sua per colpa della burocrazia». A raccontare le vicissitudini dell’uomo, iniziate con un’eredità e un incidente, è il figlio. «Nel 2011 - racconta - mio padre ha ereditato un immobile in comproprietà con un altro parente. E, con l’accordo di quest’ultimo, sarebbe interessato all’acquisto dell’altra metà. Ma con l’altro erede c’è di mezzo un amministratore nominato da un giudice tutelare. E ogni volta che c’è da presentare un documento passano mesi prima di avere l’ok del giudice. La trattativa va così per le lunghe. Ma mio padre, a causa di un incidente che gli impedisce di camminare e scendere le scale dell’attuale abitazione, avrebbe bisogno di quella casa a piano terra ereditata legittimamente. A mio padre, grazie ai risparmi accumulati in una vita, non mancano i soldi per comprare la metà del parente. Purtroppo alla burocrazia non importa che un uomo sia costretto a vivere in casa per le lentezze di uffici e giudici. E’una situazione veramente deprimente che andrebbe risolta».
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