Il Tirreno

Versilia

Gabrielli: «I soldi non basteranno»

di Luca Basile
Gabrielli: «I soldi non basteranno»

Il capo della Protezione civile in Versilia: «Chiederò lo stato di emergenza, so già che le cifre saranno inferiori alle esigenze»

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PIETRASANTA. Meglio non farsi troppe illusioni: di risorse economiche per il territorio della Versilia, stremato da frane ed allagamenti, non ce ne sono molte. «Avanzerò richiesta per lo Stato di emergenza nazionale alla Presidenza del consiglio dei ministri, visti i recenti eventi calamitosi, ma so già adesso che saranno riconosciute cifre non rispondenti alle esigenze del territorio».

Franco Gabrielli, Capo-dipartimento della Protezione civile nazionale, ieri in visita nei paesi della Versilia colpiti dall’alluvione, parla chiaro agli amministratori locali - presenti fra gli altri anche il Prefetto Giovanna Cagliostro, l'assessore regionale Vittorio Buglie il presidente della Provincia Stefano Baccelli - riunitisi ieri pomeriggio nella sala consiliare del municipio di Pietrasanta. «Ho potuto vedere all'opera le componenti di un sistema che anche in questa circostanza ha dimostrato di essere un’eccellenza del nostro paese. A questo si accompagna un orgoglio personale perché anche il sottoscritto trae origini da questa terra. Conosco queste zone e vorrei essere molto più utile di quello che in realtà sono, ma tutto dipende dalle risorse che lo Stato, dopo gli interventi economici garantiti dalla Regione, riuscirà a mettere a disposizione» dice Gabrielli.

«La Toscana, dal 2009 ad oggi - continua - in quanto ad eventi calamitosi non si è fatta mancare niente: è seconda, in questa triste graduatoria, solo all’Emilia. Ma queste sono parole e la gente, come quella che ho incontrato durante la mia visita, con molta dignità chiede che le cose siano fatte bene. Se sapremo dare risposte adeguate, allora il cittadino comprenderà che le istituzioni non sono né ostili e né distanti: in caso contrario, ci prenderanno “a pietrate” perché delusi dalla nostra azione».

Gabrielli torna a parlare della fragilità del territorio. «La messa in sicurezza è prioritaria: tutto il resto viene dopo. È giunto il tempo che ci sia una certezza delle risorse soprattutto su interventi che servano a mitigare la fragilità del territorio. I soldi si possono trovare se si decide di investire sulla tutela del Paese, talvolta bisogna fare delle scelte, privilegiando un settore invece che un altro. Il patto di stabilità contestato dai sindaci? So che esiste un importante debito pubblico e che da qualche parte - evidenzia Gabrielli - dobbiamo pur cominciare, ma è argomento che mi appassiona poco. Quello che conta è eseguire i lavori là dove già oggi sono presenti delle criticità, perché se non facciamo in questo modo il rischio di nuove frane con quello che ne consegue sarà sempre maggiore. Per quanto mi riguarda - è stata la chiosa di Gabrielli - continuerò a dare la disponibilità del mio dipartimento e conto di portare tutta la documentazione, per decretare lo stato di emergenza, sul tavolo del prossimo consiglio dei ministri. Ai cittadini dobbiamo delle risposte certe, efficaci ed in tempi possibilmente brevi».

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